Calcio Serie D
Enna, rimonta solo sfiorata: la Vigor Lamezia resiste e al “Gaeta” finisce 0-2
Da sospensione per nebbia a conferma del risultato: ripresa dal 17’, padroni di casa arrembanti ma ospiti che reggono l'urto
Una fase di gara (Foto Luigi Salamone)
Non basta cuore, intensità e un secondo tempo giocato all’assalto. L’Enna riparte con orgoglio nel recupero della gara sospesa il 18 gennaio per nebbia, ma deve arrendersi alla solidità della Vigor Lamezia, che difende con maturità il doppio vantaggio e porta via dal “Generale Gaeta” un successo pesantissimo: 0-2 il finale, esattamente come al momento dell’interruzione.
Si riparte dal 17’ del secondo tempo con i gialloverdi chiamati all’impresa. E l’approccio, come spesso accade quando c’è da inseguire, è quello giusto: ritmo alto, pressione, ricerca immediata delle corsie e delle seconde palle. La squadra di Passiatore prova a cambiare l’inerzia con una sfuriata iniziale che accende il pubblico (circa 500 presenti), costruendo le occasioni migliori soprattutto con Tchaouna, Dadic e Di Modugno. Ma dall’altra parte la Vigor non si scompone: linee corte, marcature attente, grande applicazione nel chiudere gli spazi e nel “pulire” l’area nei momenti più caldi.
L’Enna spinge, alza il baricentro e prova ad aumentare i giri della manovra, ma fatica a trovare il varco decisivo contro una difesa schierata e pronta a spegnere sul nascere le ripartenze emotive e le seconde palle più pericolose. Col passare dei minuti l’assedio diventa più intenso, la partita si gioca quasi stabilmente nella metà campo ospite, ma il risultato non cambia.
L’episodio che fotografa il pomeriggio arriva nel recupero: Montero trova finalmente lo spiraglio giusto, ma Sabella si prende la scena con un intervento superlativo e poi si ripete immediatamente sulla ribattuta con un secondo riflesso che vale quanto un gol. È la parata che chiude i conti, spegne l’ultimo assalto e consegna alla Vigor la festa sotto il settore ospite.
Resta la prestazione d’orgoglio dell’Enna nella ripresa “recuperata”, ma anche l’amarezza per non essere riuscita a riaprire una sfida indirizzata dai calabresi nei primi 45’ della gara originaria, quando Spanò e Catalano avevano costruito il doppio vantaggio poi amministrato con lucidità fino al triplice fischio.