Infn Lns
«Guardiamo al futuro con coraggio e passione»
La Sicilia ha le carte in regola e le può giocare in campo internazionale
Il 29 aprile del 1976 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia (Csfnsm) e la Università degli Studi di Catania firmavano la convenzione per l’istituzione del Laboratorio Nucleare del Sud a Catania (Lns), poi diventato Laboratori Nazionali del Sud.
Questi cinquant'anni di vita scientifica dei Lns sono stati pieni di successi, di inciampi, di nuove partenze, di passi avanti e di crescita che si è via via allargata con una impronta che in pochi decenni ha coperto il territorio nazionale ed europeo. Con importanti contributi che spaziano dalla scienza pura alla fisica applicata, dalla partecipazione alla costruzione di infrastrutture di ricerca europee, in Repubblica Ceca, nel Mediterraneo e in Svezia, e del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica a Pavia, dedicato alla cura dei tumori, seguendo uno sviluppo avviato nove anni prima (2002), per la prima volta in Italia, dai Laboratori con il progetto Catana.
Riprendendo quanto scritto in occasione del 45° anniversario: «Sin dalla generazione dei fondatori una miscela di coraggio, professionalità, passione e ampiezza di vedute ha consentito di raggiungere traguardi ritenuti fuori portata da molti, ma non da chi ha operato per lo sviluppo dei Laboratori. La tensione ideale di una comunità che non ha avuto paura di pensare in grande è proseguita, raccogliendo le nuove sfide della ricerca. I Laboratori sono oggi un punto di riferimento nella fisica nucleare, astroparticellare, applicata, teorica, nello sviluppo di potenti macchine acceleratrici e rivelatori innovativi. Stiamo potenziando il Ciclotrone Superconduttore e rinnovando le aree sperimentali, per offrire agli utenti migliori opportunità di ricerca. Abbiamo effettuato con successo la posa di una parte importante di KM3NeT al largo di Portopalo, completando nello stesso periodo i laboratori a terra. Non vogliamo cullarci, cercheremo di presentarci alle prossime ricorrenze in condizioni ancora migliori».
Altri sogni sono diventati realtà: il progetto KM3NeT non solo ha visto la messa in opera di una gran parte della strumentazione prevista ma ha pure ottenuto un risultato scientifico di enorme valore, con la rivelazione del neutrino più energetico mai osservato, 30 volte più della precedente particella “record” osservata in Antartide dagli statunitensi, e tutto ciò si è svolto al largo del mare siciliano (possiamo dire “Mare Nostrum”).
Per quanto riguarda gli altri settori di ricerca, gli studi di fisica nucleare sono sempre più raffinati e tanta innovazione è stata fatta quanto a strumentazione e nuovi obiettivi in questo periodo di indisponibilità del Ciclotrone a causa delle complesse operazioni di rinnovamento dei magneti superconduttori. L’aggiornamento dei Lns è stato portato avanti su tre fronti, quello della sostenibilità tecnologica, della sostenibilità ambientale e della sicurezza dei lavoratori. Il cospicuo finanziamento del Pnrr, portato a termine con percentuali vicine o pari al 100% per tutti i progetti, ha consentito l’acquisizione di nuovi apparati, in particolare di un potente sistema di laser che attiverà nuovi sviluppi sia in fisica applicata che in fisica nucleare, con potenziali ricadute sociali.
Possono essere citati ancora altri progressi scientifici ed economici che partono da quella scelta degli anni '70 di fondare un Laboratorio di ricerca in una realtà difficile come quella siciliana, ma sarebbe un esercizio superfluo laddove va ricordato invece il background sul quale tale scelta poggiava. La seconda metà degli anni settanta visse una serie di drastiche scelte nella storia siciliana, è il periodo in cui operano due simboli di risveglio e di cambiamento come Piersanti Mattarella e Pio La Torre. Il primo decise di rivedere l’organizzazione finanziaria della Regione alla luce della scelta di trasparenza e di “meridionalismo efficiente”. Il secondo propose una incisiva modalità di lotta alla corruzione, fondamento di ogni fenomeno mafioso, non solo in Sicilia. In una nota di Gaetano Armao su Mattarella si legge “affiancati da un gruppo di giovani dirigenti e di tecnici di valore, Mattarella inizia la profonda azione di riforma dell’amministrazione e di superamento di inefficienze e vischiosità per contrastarne il condizionamento mafioso o anche semplicemente corruttivo”, per arrivare insomma all’obiettivo di “una Sicilia con le carte in regola”.
Ecco che la scelta di puntare sull’innovazione trova ospitalità nei palazzi regionali, perché quella generazione ha veramente cercato di cambiare i paradigmi e in parte ha avuto successo, liberando risorse che poi sono state reinvestite con grandi frutti. Su quella traccia di 50 anni fa è parso naturale e quasi inevitabile ai ricercatori dell’Infn e delle università meridionali utilizzare e far crescere le opportunità generate dalla parte migliore della classe dirigente di quel periodo, buone pratiche che poi sono le uniche che danno frutti stabili, pratiche che 50 anni fa erano state rivoluzionarie. Il Comitato che agì come propulsore (i professori Rubbino, Agodi, Pappalardo, Migneco, Rimini, Potenza, Di Toro e altri più giovani, che sono stati i maestri dell’attuale management dei Lns) ebbe il sostegno forte dell’Infn, con i presidenti Zichichi, Gigli Berzolari e Cabibbo, del Csfnsm sempre presente nei momenti importanti, dell’Università di Catania con il rettore Rodolico che molto puntò su questa opportunità.
Va comunque compreso che la scelta lungimirante e rischiosa di volere a Catania un laboratorio di tale prospettiva sia risultata così fertile proprio perché l’humus dell’Italia degli anni Settanta era ricco di volontà di progresso sociale ed economico, progresso che può avvenire attraverso mirati ed efficaci investimenti in Infrastrutture di ricerca scientifiche, che lungi dall’essere “cattedrali nel deserto” sono invece volano di investimenti e di rigore scientifico e sociale. In un ideale passaggio di testimone è bello ricordare che proprio il Presidente Mattarella è stato protagonista, insieme al sovrano svedese, di uno dei momenti più significativi della nostra piccola grande storia, inaugurando il primo dei contributi Infn all’infrastruttura di ricerca Ess a Lund, costruito a Catania e dal 2018 in operatività in terra svedese, quasi a certificare la bontà della visione di quella classe dirigente che nel compianto fratello aveva trovato un ispiratore, pur nelle contraddizioni di quell’epoca.
In questo momento di ideale passaggio di consegne alle future generazioni di ricercatori possiamo sperare di avere seminato anche noi semi giusti per le future raccolte. Dobbiamo continuare su questa strada, con lo stesso coraggio e lo stesso rigore scientifico. La Sicilia ha le carte in regola e le può giocare, in un campo che per sua natura è aperto e internazionale.
Santo Gammino
direttore Infn Lns dal 2019