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Regione

Rimpasto: il governatore Schifani accelera, gli alleati invece no

Sullo sfondo resta il caso Amata che ieri ha affidato il suo destino al partito

25 Aprile 2026, 09:10

11:52

Renato Schifani

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Renato Schifani ha in testa una data, il 30 aprile, per ultimare il rimpasto di giunta. Gli alleati sembrano averne un'altra, il 29 aprile, termine ultimo per presentare le liste alle Amministrative. Lunedì in Sicilia arriveranno i big di Fratelli d'Italia Arianna Meloni e Giovanni Donzelli per incontrare gli eletti del partito. «Un appuntamento calendarizzato da 20 giorni», precisa il commissario regionale Luca Sbardella, rispondendo a chi si aspetta dalla loro presenza una svolta anche per i casi che tengono in stallo il turn over in giunta: quelli dell'assessora Elvira Amata e del presidente dell'Ars Gaetano Galvagno. La prima rinviata a giudizio per corruzione, il secondo col processo in partenza il 4 maggio. Ma finora rimasti al loro posto.

«Non appena ho ricevuto la notizia del mio rinvio a giudizio ho rimesso al partito il mio mandato di assessore», ha detto ieri Amata al TgR Sicilia. Tradotto: se Fratelli d'Italia le chiede di dimettersi, lo farà un secondo dopo. Ma questo invito finora non è arrivato. E non è detto che arriverà. «Stiamo valutando anche in virtù di cosa decideranno di fare gli altri», precisa Sbardella. La palla è buttata nel campo della Lega, dove l'assessore Luca Sammartino continua a restare al suo posto nonostante di processi ne abbia già due, uno per corruzione e il secondo per corruzione elettorale. Se lui non si muove, non lo faranno neanche i meloniani. Che potrebbero liberare invece la casella dei Beni culturali dove siede Francesco Scarpinato, col possibile trasferimento al Comune di Palermo (da vicesindaco al posto del neo sottosegretario Giampiero Cannella) o al Senato, qualora Ella Bucalo facesse il viaggio inverso verso la giunta Schifani.

A proposito di quote rosa, la necessità di inserire una donna nel governo regionale verrebbe meno se Amata rimarrà al suo posto. Così i posti sicuramente da riassegnare rimangono quelli orfani della Dc: Famiglia e Autonomie Locali. Il primo tornerà allo scudocrociato (i deputati Abbate e Messina se lo contendono), l'altro al MpA che non esclude di pescare fuori da figure politiche.

Resta la Sanità, dove il futuro dell'assessora Faraoni è legato alla scelta del dirigente alla Pianificazione strategica che prenderà il posto di Salvatore Iacolino.