politica
Acqua al centro della campagna elettorale di Enna: Crisafulli attacca, De Rose risponde
Accuse sull'Ati, oneri per Enna e il nodo delle privatizzazioni che infiammano il dibattito
Si è atteso a lungo prima che tutte le forze politiche e civiche scegliessero i propri candidati a sindaco, ma adesso che il quadro è completo, con Mirello Crisafulli, Ezio De Rose e Filippo Fiammetta, la campagna elettorale si è infiammata. Ci sono temi che più di altri richiamano la sensibilità dei cittadini e tra questi c'è sicuramente il tema acqua che ha portato Crisafulli e De Rose e i rispettivi sostenitori alle reciproche accuse.
A dare fuoco alle polveri è stato Crisafulli ricordando come l’Ato idrico nasca da direttive comunitarie recepite dallo Stato e dalla Regione: «Sulla base di queste direttive si è proceduto, delibere alla mano. Il sindaco dell'epoca era Rino Ardica, il vicesindaco Mario Salamone e l'assessore Paolo Colianni. Gli stessi, in discendenza, di chi amministra attualmente la città» mentre sull'acqua pubblica ha detto «mi stranisce che il presidente dell’Ato idrico, uomo di centro destra, ponga il problema dell'acqua pubblica e mi meraviglia che l'assessore regionale al ramo Francesco Colianni, preveda l'acqua pubblica» e lo pungola: «Perché non hanno già provveduto ad adottare un decreto ad hoc per determinare il ritorno dell’acqua pubblica? Lo facciano subito, prima delle elezioni, evitando di continuare a dire bugie che non hanno i piedi per camminare».
Crisafulli ha quindi ricordato che gli interventi infrastrutturali Enna, a differenza delle altre province, il 30% li paga con il contributo dei cittadini: «Perché la Corte dei Conti regionale non mette le mani su questo schema e spieghi perché Enna deve pagare di più?» ha concluso Crisafulli che oggi presenterà di due assessori designati dopo quelli dei deputati Stefania Marino e Fabio Venezia; i rumors dicono Tiziana Arena e Michele Sabatino.
Sul fronte delle reti idriche realizzate con fondi pubblici, nei mesi scorsi il presidente dell'Ati, Nino Cammarata, con il Cda ha avviato un'azione affinché anche Enna venga equiparata alle altre province.
Non si è fatta però attendere la replica a Crisafulli dalla coalizione che sostiene De Rose: «Non è accettabile che chi ha avuto un ruolo importante nella politica locale e non solo negli ultimi decenni faccia finta di non sapere come sono andate davvero le cose» per poi continuare ricordando che «nelle liste che sostengono il candidato avversario, infatti, sono presenti diversi assessori e consiglieri che hanno sostenuto le amministrazioni Dipietro, quelle stesse che oggi vengono indicate come responsabili anche delle criticità nella gestione dell’acqua».
È stato poi ricordato che il sindaco Dipietro da presidente dell'Ati «il 13 aprile 2021, si vide respingere dai sindaci del Pd la proposta di riduzione delle tariffe del servizio idrico. Tra questi vi era anche uno degli attuali assessori designati dal candidato avversario (Fabio Venezia ndr)».
Definita non corretta «l’affermazione secondo cui esisterebbe un obbligo imposto dalla normativa comunitaria di organizzare il servizio idrico attraverso forme di gestione privata. La legge n. 36 del 1994, infatti, istituendo il servizio idrico integrato e gli ambiti territoriali ottimali, prevedeva l’affidamento del servizio a un unico gestore per ciascun ambito territoriale, ma non imponeva affatto un modello privatistico. A dimostrazione di ciò «il fatto che, in diverse province siciliane, il servizio idrico è stato gestito con modelli diversi, comprese società miste e gestioni in house. La privatizzazione, quindi, non era una scelta obbligata, ma una scelta politica» e in conclusione «respingiamo con fermezza ogni tentativo di impartire lezioni da parte di chi ha fatto delle privatizzazioni il proprio tratto distintivo. Non si è trattato di episodi isolati, ma di una linea politica chiara, portata avanti nel tempo, che ha riguardato settori strategici e servizi essenziali per la collettività, dall’acqua ai rifiuti, fino all’autodromo.»