Amministrative
Fumata bianca a Enna, il lungo e travagliato parto nel centrodestra: il candidato è Ezio De Rose, su lui anche alcune liste civiche
Sette liste di sostegno con Giovanni Contino e Paolo Gargaglione (che hanno fatto un passo indietro) per sfidare Crisafulli e Fiammetta
Il centrodestra ennese insieme ai civici sono arrivati alla fumata bianca per la scelta del candidato sindaco. Si tratta di Ezio De Rose, 66 anni, medico anestesista e presidente del Consiglio comunale nella passata consiliatura. Alle 21,35 la nota ufficiale: «Le forze civiche e le forze politiche del centrodestra - Mpa, Fratelli d'Italia, FI e Noi Moderati - fanno quadrato attorno alla figura di Ezio De Rose, che in questo percorso sarà affiancato da Giovanni Contino e Paolo Gargaglione. L’intesa è stata trovata sulla base di punti programmatici condivisi che saranno presentati durante una conferenza aperta alla stampa e alla cittadinanza questa settimana». È stato un parto travagliato che ha avuto un'accelerazione a Pasquetta toccando però momenti di quasi rottura ed altri di ricucitura nei giorni a seguire, fino alla decisione finale che è stata sancita nella notte tra sabato ed oggi.
Nella mattinata si è svolto un altro vertice tra i rappresentanti dei partiti del centrodestra e quelli della componente civica in cui è stato sancito l'accordo di massima riaggiornandosi poi alle 18 per limare alcuni aspetti programmatici che dovranno tenere una coalizione così vasta. Mai in passato un candidato sindaco ha avuto un supporto di liste così ampio. Si va infatti verso le sette liste a sostegno di Ezio De Rose: Mpa, Forza Italia, Noi Moderati, Fdi, Enna Futura, Fare Comune e la lista del sindaco. Non è stata una convergenza semplice né tantomeno scontata e gli oltre due mesi di trattative, clima rovente e spaccature la dicono lunga di come sia andata. Solo sul finale dopo aver capito che l'avversario più noto, Mirello Crisafulli, faceva sul serio è suonato il campanello d'allarme che ha indotto tutti a fermarsi, dialogare, scegliere.
Il sacrificio più grande lo hanno fatto Paolo Gargaglione e Giovanni Contino. Il primo era in campo già da un anno; espressione di Enna Futura e sostenuto da Forza Italia, il presidente del Consiglio comunale, Paolo Gargaglione, ha provato a capire fino all'ultimo se c'erano i margini per essere lui il candidato condiviso ma dopo aver capito che non ci sarebbe stata unità intorno al suo nome ha scelto il passo indietro. Contino, ex assessore all'Urbanistica ed espressione del mondo civico, già nei giorni scorsi aveva fatto il passo indietro per far sì che i partiti si ritrovassero uniti. A cedere per ultima è stata Fdi con la deputata Eliana Longi che fino a poche ore prima diceva agli alleati di non essere del tutto convinta. Per i meloniani l'alternativa sarebbe stata quella della corsa solitaria.
Ezio De Rose dovrà adesso vedersela con Filippo Fiammetta del Coordinamento Civico per Enna il quale si pone al centro, ha smentito le voci su un suo ritiro dalla corsa, resta quindi in campo e lancia messaggi a chi in Sicilia lavora per ridare un nuovo volto alla politica siciliana; dovrà sfidare soprattutto Mirello Crisafulli che ha il suo bel da fare per badare ai problemi interni. Resta infatti il nodo del simbolo con la segreteria nazionale che ha informato i democratici ennesi e lo stesso candidato a sindaco, che non concederà perché si tratta di una candidatura non in linea con l'idea di rinnovamento proposta dal Nazareno.
Frizioni anche con il segretario regionale Anthony Barbagallo che già aveva detto «Ad Enna, chi si candida lo fa dentro percorsi civici, senza impegnare nome e simbolo del Pd» mentre negli stessi minuti Crisafulli aveva sostenuto «il simbolo sono io» e soprattutto aveva bocciato l'idea di civismo che ha accompagnato gli ultimi undici anni di amministrazione Dipietro dicendo «Cinque anni fa c'era una città ubriaca di civismo, ora hanno capito che ha fallito».
Aria tesa anche per la posizione dei due deputati Fabio Venezia e Stefania Marino, designati assessori da Mirello Crisafulli ma con il partito nazionale e parte di quello regionale che sostanzialmente ha deciso di starsene, almeno in via ufficiale, lontano dalla candidatura del Barone rosso. Tema, questo, che sarà discusso dopo le prossime amministrative perché le finestre elettorali successive saranno le Politiche e le Regionali.