Pietraperzia
Resta bloccata la mozione di sfiducia al presidente del consiglio, esplode la bagarre: "L'iter è completo, ma non viene esitata"
Secondo i sette consiglieri firmatari del documento è un fatto “politicamente e istituzionalmente grave”, e puntando il dito contro la mancata convocazione dell’aula aggiungono "non è accettabile che il consesso sia esposto a una paralisi determinata da una scelta unilaterale"
La seduta del consiglio comunale di Pietraperzia
Clima sempre più teso all’interno del consiglio comunale, dove esplode il caso della mozione di sfiducia nei confronti del presidente Giuseppe Miccichè, ancora non discussa nonostante, secondo i proponenti, l’iter sia stato completato in ogni sua parte. A denunciare la situazione di impasse sono i consiglieri Calogero Di Gloria, Rosamaria Giusa, Giuseppina Di Blasi, Giuseppe Miraglia, Lorenza Nicoletti, Vincenzo Milazzo, Rosalba Ciulla e Angelica Zarba, firmatari del documento. In una nota congiunta parlano di un fatto “politicamente e istituzionalmente grave”, puntando il dito contro la mancata convocazione dell’aula.
Secondo i consiglieri la mozione sarebbe “pienamente procedibile”: tutte le richieste di integrazione documentale avrebbero ricevuto risposta nei tempi previsti e l’ufficio competente avrebbe già espresso parere tecnico favorevole. “Non esistono ostacoli regolamentari”, sottolineano. Nonostante ciò, a ridosso della scadenza fissata per domani, Micicchè non avrebbe ancora convocato la seduta per la discussione dell’atto. Una situazione che, sempre secondo l’opposizione, configura “un blocco di fatto dell’attività consiliare” e altera gli equilibri tra gli organi istituzionali.