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L'annuncio

La Vardera si tira fuori dal campo progressista: «Siamo noi l'opposizione, il 14 febbraio lanceremo il nostro programma per la Sicilia»

A un anno dal lancio del movimento politico Controcorrente, il suo leader Ismaele La Vardera spiega le ragioni per le quali si allontana da Pd e M5s

Redazione La Sicilia

19 Gennaio 2026, 12:56

“Mancette” dell'Ars, La Vardera in aula fa i nomi de deputati che hanno presentato norme ad hoc nella manovra

«Il quadro delle ultime 72 ore dimostra una chiara volontà di fare fuori Controcorrente dal dibattito all’interno del cosiddetto campo alternativo a Schifani. Evidentemente alcuni soggetti non vedono il nostro movimento come una risorsa che parla al cuore dei siciliani, e che riporta al voto un elettorato che nessun altro movimento è in grado di riportare, ma come un soggetto "pericoloso" che fuori da ogni schema mette paura ai suoi stessi alleati che, forse, hanno paura di perdere consensi». Lo dice il deputato regionale Ismaele La Vardera.

«Al momento - aggiunge - la nostra scelta è quella di sfilarci dal campo progressista, un campo confuso in cui spesso vale tutto. Dove si offre spazio a chi dice "Francia o Spagna purché se magna". Il riferimento è alle dichiarazioni di Davide Faraone (Italia viva) che parla di fare entrare tutti, anche chi finora è stato compagno di merende con Schifani. Così come, giustamente, ha rilanciato Avs».

Nei giorni scorsi, infatti, era stata Alleanza verdi sinistra ad allontanarsi dal campo progressista in attesa di chiarimenti sulla posizione delle altre forze politiche a proposito di Faraone: quest'ultimo, durante un incontro a Palermo in vista del congresso nazionale, aveva rivendicato la sua intenzione di essere il centro del centrosinistra. Raccogliendo l'apprezzamento sia del Partito democratico sia del Movimento 5 stelle. Da cui la decisione di Avs di allontanarsi in attesa dell'unica vera risposta necessaria per andare avanti: «Non reputiamo accettabile che il campo progressista, che dovrebbe rappresentare una radicale alternativa al malgoverno delle destre, accolga gruppi o singoli esponenti provenienti dal centrodestra, utilizzando, come dichiarato dallo stesso Faraone, la lista di Italia Viva come cavallo di Troia per consentire il cambio di schieramento di personalità ed esponenti politici che hanno governato, e che ancora governano, territori importanti con la maggioranza politica che sostiene il governo Schifani».

«Rivendichiamo la nostra posizione di coerenza - conclude - e di opposizione intransigente. Inoltre, chiediamo scusa ai colleghi che si sono sentiti offesi dall’emendamento fake e che, anziché chiedere le dimissioni dell’assessore Dagnino, hanno preferito attaccare noi. Il 14 febbraio, a un anno dalla nascita di Controcorrente, a Palermo lanceremo il nostro programma per una Sicilia diversa. Non parteciperemo sin da ora e fino a data da destinarsi, a riunioni sia al tavolo regionale, sia a quelli per le amministrative nei Comuni». 

Dell'emendamento fake si discute da giorni. Da quando cioè, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e l'uscita di un'inchiesta giornalistica, di fatto una legge-tranello, altisonante nelle parole ma vuota di contenuti, è diventata una norma regionale. Un paradosso necessario, secondo La Vardera, per dimostrare come gli accordi politici all'Assemblea regionale siciliana prevalgano sul buonsenso (e, in generale, sul senso).