Il partito
Liti pubbliche e l'ipotesi di scissione: nella Dc il dopo Cuffaro si decide nei prossimi tre giorni
Il Consiglio nazionale del partito oggi dà il via alla successione, mentre lunedì - seconda data clou - si dovrebbe riunire il gruppo all'Ars
Più che una diaspora, il dopo Cuffaro è una telenovela. Che ha due date segnate in rosso. Quella di oggi e quella di lunedì. Nell'arco di tre-quattro giorni cambierà tutto. Oggi, il Consiglio nazionale della Democrazia cristiana formalizzerà le dimissioni dell'ex governatore ai domiciliari per un'inchiesta su appalti e nomine. Di fatto, sarà il fischio d'inizio per la successione. Ma già negli spogliatoi il clima è caldissimo. Tentazioni di fuga, è vero, di sbarchi in blocco in altri partiti, di singoli addii. E così, l'assonanza non solo fonetica, ha avvicinato un pezzo di Dc siciliana verso l'Udc di Decio Terrana. Dal gruppo dell'Ars, sono pronti a passare Ignazio Abbate, l'ex assessore Andrea Messina e Serafina Marchetta che di Terrana è moglie. Una mossa per legare questo gruppo politico a un partito nazionale, così da ottenere l'abilitazione a sedersi al tavolo del prossimo rimpasto.
Qualche avvisaglia è rintracciabile già in provincia, dove si registrano i primi passaggi al partito con la “u” in più. Diaspora, quindi? Presto per dirlo. Di sicuro, si intravede una spaccatura, tra chi, con Abbate, è pronto a lasciare lo scudo crociato e chi è pronto a restare aggrappato al partito voluto da Cuffaro: è il caso del capogruppo all'Ars e fedelissimo Carmelo Pace, dell'ex assessore Nuccia Albano e di Carlo Auteri. Sarà decisiva la prossima data clou. Lunedì, o al massimo martedì, si riunirà il gruppo Dc all'Ars. «Da quest'incontro – anticipa Abbate – verrà fuori un percorso politico che coinvolgerà a cascata anche i territori. Così non possiamo andare avanti». Così, la scissione è dietro l'angolo. Con, in campo, la variabile imprevedibile dell'intergruppo con Cateno De Luca che rappresenterebbe, seppur con le sue peculiarità, una forza di opposizione.
In tanti oggi stanno provando a interpretare le parole del presidente della Regione Renato Schifani che ha fatto riferimento ai contrasti nella Dc che, «tendono a fare preoccupare, più che legittimamente - ha detto il governatore - una base elettorale, una comunità elettorale che ha votato per la nuova Dc e che ha contribuito, tra l’altro, con la sua base elettorale e la sua classe dirigente, all’affermazione del nostro governo».
Come se non bastassero le fibrillazioni dell'isola, ecco irrompere il vice segretario nazionale Gianpiero Samorì che, a pochi giorni dal Consiglio, ha “sospeso” Stefano Cirillo, attuale segretario siciliano del partito di Cuffaro. Al centro della decisione, ci sarebbero questioni di natura contabile, legate alla gestione dei conti corrente regionali della forza politica. Ma in Sicilia, la mossa è stata vista come un pretesto per mettere fuori gioco, in vista di un congresso che dovrebbe celebrarsi a giugno, e quindi in vista della successione all'ex leader finito nei guai, un avversario attorno a cui si ritrova, oggi, buona parte di ciò che resta del partito di Cuffaro.
Non è un caso che, di fronte alla decisione di Samorì, su cui sono stati sollevati dubbi anche di natura procedurale, siano scesi in campo i democristiani di Sicilia, dallo stesso Abbate fino alla presidente del partito Laura Abbadessa. Che ieri ha voluto anche ringraziare Schifani per il rispetto mostrato nei confronti della comunità Dc in questa fase di difficoltà politica e non solo. Il governatore, infatti, aveva anche auspicato «che questi momenti vengano superati, sta al senso di responsabilità della classe dirigente del partito trovare momenti di sintesi, naturalmente nell’interesse anche della democrazia, non soltanto parlamentare, ma anche elettorale e civile».
Parole lette come un ramoscello d'ulivo, dopo le tensioni del post-inchiesta con la cacciata di due assessori dal governo. Ma il dossier Dc è solo uno di quelli sulla scrivania del governatore: «In questo momento ci stiamo occupando di altro - ha detto - e dobbiamo fare chiarezza su alcuni punti, e quelli aperti sono tanti».
Nel frattempo, sono già in arrivo le due nuove, decisive puntate della telenovela Dc.