Politica
Ragusa, Bitetti (Fdi): "Il sindaco Cassì ha sbagliato a passare in Forza Italia"
Il consigliere comunale fa il punto dopo la votazione del Bilancio e critica le scelte del primo cittadino
Il consigliere comunale Rocco Bitetti
Il tempo delle mediazioni silenziose è finito e i partiti del centrodestra tornano a reclamare spazio a palazzo dell'Aquila. Per il consigliere Rocco Bitetti (nella foto in alto a destra) il 2026 promette di rompere la fase di stallo politico, le scelte irrisolte e gli equilibri fragili della maggioranza Cassì. L'esponente di Fratelli d'Italia, pur all'opposizione, è stato decisivo per l'approvazione del Bilancio ma non ha fatto sconti al sindaco chiamandolo alla coerenza politica. «Gli avevo consigliato di rimanere civico, ma non mi ha voluto ascoltare».
«Adesso ho contatti con lui - prosegue Bitetti - ma credo che decisioni importanti, al momento, non ne siano state prese. Probabilmente Peppe Cassì (nella foto in basso a destra) sta prendendo coscienza del fatto che non può continuare a ignorare la sua nuova casa politica. Per sette anni ha governato grazie a una situazione civica che gli ha consentito di gestire le cose in maniera molto autonoma, senza dover rendere conto a nessuno. Ora però la realtà è diversa: la coalizione che ha scelto impone regole e dinamiche politiche ben precise. Muoversi in questo terreno è tutt’altra cosa».
Quindi il problema è l’inesperienza di Cassì nel rapporto con i partiti? «Assolutamente sì. È un terreno che non conosce e che non ha mai praticato. Probabilmente anche i suoi consiglieri non sono stati all’altezza, perché alcune persone che lo circondano hanno avuto rapporti con i partiti e avrebbero dovuto suggerire meglio in questo ribaltone politico. Alcuni assessori gli hanno reso il percorso più semplice. Penso a Giorgio Massari che, visto tradito il progetto originario, ha deciso di dimettersi. D'Asta? Non ho ancora capito perché sia andato via, politicamente non c'era motivo. Probabilmente reggere la gestione del nuovo servizio di igiene ambientale gli è risultato difficile. Oggi credo che il sindaco abbia paura di fare un ulteriore passo».
Se parliamo della nomina politica in Giunta, quale settore vedrebbe meglio? «Ci sono assessorati centrali, come quello allo Sviluppo economico, che incidono profondamente sull’amministrazione. Altri, come quello all'Ambiente, hanno margini di manovra molto limitati, anche a causa di bandi già predisposti. A dire il vero, trovo strana anche la scarsa partecipazione alla gara: parliamo di milioni di euro in sette anni, eppure hanno partecipato solo tre ditte. Evidentemente non è un bando che trova l'interesse delle grandi aziende, nemmeno a livello europeo».
Veniamo in casa Fratelli d’Italia. Che dinamiche al vostro interno? «È chiaro che alcuni componenti del circolo non hanno gradito la mia posizione sul voto al bilancio di previsione. Mi è stato detto: “Hai salvato il sindaco”. In realtà non ho salvato nessuno. Semplicemente bocciare il bilancio avrebbe danneggiato la città. Non ho mai detto che non avrei votato l'atto. Alcuni in qualche modo mi avevano chiesto di non votarlo, ma io ho seguito questo indirizzo politico per il bene della città. Inoltre, il contenuto degli emendamenti che abbiamo presentato, e che sono stati approvati e inseriti nel bilancio, si è rivelato tutt’altro che campato in aria: sono proposte adottate anche in grandi città, come Palermo, ad esempio sull’utilizzo della vigilanza privata. Lo stesso vale per l’emendamento sulla implementazione della videosorveglianza. Avevo presentato un accesso agli atti mesi fa e risultava che ci fossero solo due o tre telecamere, di cui una sola funzionante. Mi sembrava doveroso portare avanti queste tematiche. Deve prevalere sempre la decisione politica di contrastare il sindaco oppure lavoriamo, quando è possibile, per il benessere della città?».
Una scelta di responsabilità? «Esatto. Noi consiglieri siamo prima di tutto rappresentanti dei cittadini, non solo del partito. Il partito va rispettato, certo, ma quando ti trovi a scegliere tra una coerenza alla linea politica e il bene concreto della città, io scelgo il secondo. In passato il nostro pacchetto sicurezza fu bocciato, oggi invece molte delle proposte sono state riprese. Parliamo di interventi concreti che ci avevano chiesto i cittadini». Cosa aspettarsi dal 2026? «Il sindaco non potrà più perdere tempo e dovrà rendere conto a tutti i partiti della coalizione di centrodestra. Nel caso di Fratelli d'Italia la richiesta è abbastanza semplice. La situazione più complicata mi sembra quella di Forza Italia: ci sono posizioni contraddittorie in Aula, voti discordanti, astensioni “di speranza” come quella di Gaetano Mauro. C’è una guerra interna evidente, ma non si capisce bene tra chi. Di certo questa situazione non può andare avanti a lungo. Il sindaco ha fatto una scelta: secondo me sbagliando. Sarebbe stato più naturale un avvicinamento ai nostri lidi. Invece ha preferito Forza Italia, partito che alle ultime amministrative aveva raccolto quasi il nulla. Dinamiche che in tanti anni non avevo mai visto».