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chi è la fedele portavoce

Le lettere di Natalie Harp a Trump: «Sei tutto ciò che conta per me, non voglio deluderti mai. Sei il mio custode e protettore»

Il Daily Beast pubblica integralmente i messaggi scritti nel 2023 dall'assistente (soprannominata "stampante umana") e il tycoon

21 Agosto 2026, 21:42

22:33

Le lettere di Natalie Harp a Trump: «Sei tutto ciò che conta per me, non voglio deluderti mai. Sei il mio custode e protettore»

«Sei tutto ciò che conta per me, non voglio deluderti». E’ uno dei tanti messaggi che l'assistente di Donald Trump, Natalie Harp, gli ha scritto nel 2023 e che il Daily Beast pubblica per la prima volta in versione integrale dopo averle ricevute da Michael Wolff, che aveva già pubblicato ampi stralci di queste lettere nel suo libro sulla campagna elettorale del 2024 di Trump, All or Nothing. Anche il New York Times aveva pubblicato parzialmente le lettere. In un’altra lettera la 35enne si dichiara «indegna» del tycoon.


Scritti durante o dopo un viaggio in Scozia e Irlanda nel 2023. Harp, che allora aveva 31 anni, scriveva al 76enne presidente di sentirsi "indegna" di lui,  messaggi rivelano la totale devozione di Harp nei confronti del presidente. In uno di questi lei gli dice perfino di invidiare le donne «il cui unico lavoro è parlare con te e apparire belle». «Voglio quel lavoro!!», scrive la donna aggiungendo di sentire la mancanza dei tempi in cui lui chiamava «e parlavamo di tutto e di niente». «Non dovremmo essere costretti a parlare sempre di lavoro!!».

Harp usa anche il soprannome che lo staff di Trump le ha affibbiato, «stampante umana» sottolineando quanto le sia piaciuto trascorrere del tempo con il tycoon nei suoi resort di golf in Scozia. «Non dovevo fare la "stampante umana". Potevo prendermi il tempo per godermi una bella conversazione e, nonostante ciò, riuscire a completare tutto il lavoro a fine giornata. Anzi, avevo persino tempo per lunghe passeggiate mattutine e serali, godendomi ogni alba e ogni tramonto», scrive e poi ringrazia Trump per averla spinta a «staccare la spina».

Sempre nella stessa lettera l’assistente dice che il suo unico obiettivo è rendere il presidente «orgoglioso». «E per favore, quando fallirò, me lo dirai?», scrive. «Hai il diritto assoluto di insultarmi, se necessario, quando me lo merito, perché nessuno mi conosce o si preoccupa di me più di me». 

Per lei Trump ha solo parole di apprezzamento e stima: "tutti voi ve ne andrete a fare soldi, lei non mi lascerà mai", avrebbe detto parlando di Harp agli altri suoi collaboratori, secondo quanto rivelato dai giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan nel libro 'Regime Change'. "Trump ama le attenzioni e il fatto che lei sia dedita e leale al 100%, lei non fa domande, non esprime dubbi", spiega alla Cnn un consigliere della Casa Bianca coperto dall’anonimato, mentre, ovviamente, con una dichiarazione pubblica il portavoce Davis Ingle ha dettto che Harp "è una dei più leali e lavoratori del team del presidente".


L’ascesa di Harp è iniziata quando l’ex conduttrice della televisione di destra One America News Network intervenne alla convention del 2020 per raccontare come una legge varata da Trump durante il primo mandato, il 'Right to try', le aveva permesso di avere accesso alle cure sperimentali che l’avevano guarita dal tumore alle ossa. "Non mi avevano dato l’accesso a cure sperimentali, Mr Presidente, ma lei l’ha fatto e senza di lei io sarei morta aspettando la loro approvazione", disse Harp che nel 2020 entrò a far parte dello staff dell’allora ex presidente.

Per molto tempo Natalie Harp è stata chiamata la "stampante umana", per il fatto che seguiva ovunque il presidente con in borsa una stampante portatile per fare leggere all’80enne ancora affezionato alla carta stampata tutti gli articoli positivi. Ma negli ultimi giorni la 35enne, biondissima assistente speciale e esecutiva di Donald Trump, è finita sotto i riflettori dei media americani ed ora anche della politica, dopo che Jon Ossoff, il senatore democratico della Georgia che i sondaggi indicano come solidamente in testa nelle elezioni di novembre, durante un comizio ha detto che Trump "vuole viaggiare con Natalie sul loro apparentemente senza difese palazzo volante regalo dell’emiro del Qatar" invece di fare il suo dovere nei confronti degli americani.

Il riferimento del democratico era al fatto che Harp faceva parte del ristrettissimo gruppo di fedelissimi collaboratori che Trump ha portato con se quando si è trasferito di nascosto su un aereo militare all’inizio di luglio ad Ankara, lasciando il grosso della delegazione che l’aveva accompagnato al vertice Nato, giornalisti compresi, a bordo dell’Air Force One che, secondo Israele, era stato oggetto di minacce di attacchi da parte dell’Iran.

La mossa conferma quanto Harp sia diventata praticamente l’ombra di Trump che spesso detta direttamente a lei i suoi moltissimi post su Truth Social (ma per il New York Times è lei a scriverli direttamente al posto di Trump). La costante presenza della fedelissima non ha mancato di creare dei problemi e infastidire lo staff di Trump, anche prima della sua rielezione. Come quando nell’ottobre del 2023, quando il tycoon si doveva recare in tribunale a New York per uno dei suoi tanti processi, ad Harp era stato negato un posto sull'auto di Trump o su una di quelle che lo seguivano. La donna a questo punto, rivela  la Cnn, ha iniziato ad urlare che Trump le aveva chiesto personalmente di accompagnarlo in tribunale e si era sistemata nel cofano di un Suv.

"Questa non è una relazione che dovrebbe esistere in un ambito professionale", ha detto Wolff in un recente podcast spiegando che le lettere gli sono state consegnate da fonti affidabili della campagna di Trump preoccupate per l’eccessiva vicinanza della giovane donna al tycoon. Secondo il giornalista, le lettere sarebbero state scoperte e fotografate da membri dello staff tra le pile di pagine che Harp stampava per Trump.

Wolff racconta che le immagini di queste lettere circolarono tra lo staff e fecero scoppiare una "rivolta": "i collaboratori vicini a Trump sapevano che passava troppo tempo con Natalie Harp, che la sua influenza stava crescendo, un’influenza basata sul nulla visto che non aveva nessuna esperienza". Un’influenza che evidentemente è stata più forte delle proteste dello staff di Trump, dal momento che dopo il ritorno alla Casa Bianca, Harp ha ottenuto l'incarico di assistente speciale e esecutiva del presidente, con uno salario annuo di 150mila dollari scrive il Daily Beast, diventando la 'gatekeeper' di Trump, la persona attraverso la quale consiglieri, membri del Congresso ma anche leader stranieri devono passare per avere accesso al presidente.


Un ruolo di potere che appare ancora più clamoroso alla luce delle nuove rivelazioni riguardo al fatto che Harp avrebbe lavorato alla Casa Bianca per un anno senza avere l’autorizzazione di sicurezza da parte del governo americano. Secondo quanto rivelato da Ms Now la donna per ragioni non specificate si sarebbe rifiutata di compilare i moduli per la richiesta. E’ stato solo dopo l’intervento dell’ufficio legale della Casa Bianca, e il coinvolgimento delle stesso presidente, che Harp ha finalmente presentato i documenti per permettere il controllo di background da parte dell’Fbi ed ottenere così l'autorizzazione ad avere accesso a documenti segreti.


"E' shoccante che una collaboratrice che potenzialmente ha accesso a i segreti più sensibili della nazione sia stata senza l’autorizzazione per tutto questo tempo ", è il commento di Norm Eisen, ex zar della Casa Bianca per le questioni etiche. "Se è vero che la persona quotidianamente più vicina al presidente non ha avuto l’autorizzazione di sicurezza e si è rifiutata di avviare il processo, questa è una questione estremamente grave", è il commento su X di David Axelrod, ex stratega di Barack Obama alla Casa Banca. La replica della Casa Bianca è stata affidata alla portavoce uscente Karoline Leavitt: "Natalie Harp ha un’autorizzazione di sicurezza come tutti, è una grande lavoratrice e leale membro del team del presidente", ha detto senza fare riferimento al presunto ritardo nella richiesta.