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Terrore in Svezia: attacco armato di spada alla Brinellskolan, un morto e diversi feriti
Chi ha agito è stato arrestato, indagini su un post TikTok e sul movente
È di un morto e diverse persone ferite il bilancio dell'attacco avvenuto questo pomeriggio alla Brinellskolan di Fagersta, in Svezia. Un uomo armato di spada è entrato nell'istituto e ha aggredito alcune persone. Nel corso delle successive ricerche all'interno della scuola, la polizia ha riferito di aver trovato una persona uccisa.
L'allarme è scattato alle 14.06, quando le forze dell'ordine sono state chiamate per una situazione di violenza in corso all'interno dell'istituto. Sul posto sono intervenute numerose pattuglie e un'unità speciale. Secondo le prime informazioni diffuse dai media svedesi, la polizia ha sparato al sospettato, ferendolo a una gamba, prima di procedere al suo arresto.
Il sospettato sarebbe un 18enne, ex studente della scuola. Secondo fonti citate dalla televisione pubblica SVT, il giovane avrebbe indossato un casco durante l'attacco. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell'aggressione e, soprattutto, di individuare il movente.
Il ritrovamento della vittima è avvenuto durante le ricerche condotte all'interno dell'edificio, mentre la scuola veniva completamente messa in sicurezza. Gli investigatori hanno iniziato a raccogliere testimonianze e materiale utile alle indagini.
Un elemento destinato a essere approfondito riguarda un'immagine comparsa sui social poco prima dell'attacco. Secondo quanto riportato dal quotidiano svedese Dagens Nyheter, alle 13.41, circa 25 minuti prima dell'allarme, su un account TikTok sarebbe stata pubblicata una fotografia raffigurante una spada all'interno di un bagno della scuola. Il giornale avrebbe geolocalizzato l'immagine proprio nei locali della Brinellskolan.
Anche il profilo che avrebbe pubblicato la fotografia è ora sotto esame. Secondo Dagens Nyheter, l'account, attivo da circa un mese, conterrebbe post di esaltazione di autori di precedenti stragi, tra cui Anders Behring Breivik, responsabile della strage di Utøya del 2011. Nel profilo sarebbero inoltre presenti riferimenti ad altri attentatori coinvolti in attacchi nelle scuole svedesi.
Gli investigatori dovranno stabilire se il profilo sia effettivamente riconducibile al sospettato e se la fotografia della spada sia stata pubblicata dallo stesso autore dell'attacco. Al momento, dunque, ogni collegamento resta oggetto di verifica.
La vicenda ha provocato una massiccia operazione di sicurezza. Diverse scuole della zona sono state messe in sicurezza e studenti e personale scolastico sono rimasti all'interno degli edifici mentre la polizia completava le ricerche. Le famiglie sono state successivamente autorizzate a raggiungere i propri figli.
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha espresso vicinanza alle persone coinvolte e ha invitato tutti a non ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine e dei soccorritori.
Rimane ora da chiarire cosa abbia spinto il giovane a tornare nella scuola e a impugnare una spada. L'indagine dovrà ricostruire i minuti precedenti all'attacco, verificare l'eventuale preparazione dell'azione e accertare il significato dei contenuti comparsi sui social.
Intanto, il bilancio si è aggravato con il ritrovamento della vittima all'interno dell'istituto. Un morto, diversi feriti e un 18enne arrestato: è questa, al momento, la fotografia di un pomeriggio di terrore che ha sconvolto Fagersta.
«È con sgomento e tristezza che abbiamo appreso la notizia che la Svezia è stata nuovamente colpita da un attentato in una scuola. Il mio pensiero va alle persone più direttamente colpite, alle loro famiglie e ai loro cari».
Lo ha dichiarato il Re di Svezia Carlo Xvi Gustavo in una nota rilasciata dalla casa reale svedese in seguito all’attacco avvenuto presso il liceo Brinell a Fagersta, dove una persona è morta e tre sono rimaste ferite, due delle quali in condizioni gravi.
«Desidero inoltre esprimere la mia comprensione per la preoccupazione che questo evento suscita negli alunni, nel personale scolastico, nei genitori di Fagersta e in tutta la nostra società», ha concluso il monarca.