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Il caso

L'attore Leo Gullotta escluso dai premiati della Fondazione Taormina: «Una "manina destra" ha cancellato il mio nome»

«Questa vicenda mi ha offeso nella sua modalità: ho 80 anni, 65 dei quali passati al lavoro e vengo trattato così...», denuncia il professionista, che aveva già ricevuto l'invito poi ritrattato

22 Agosto 2026, 13:54

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L'attore Leo Gullotta escluso dai premiati della Fondazione Taormina: «Una "manina destra" ha cancellato il mio nome»

Leo Gullotta al Mythos Troina Festival (foto di Simona Giamblanco)

«Ero stato inserito nella lista del premio Fondazione Taormina Arte per il teatro, ma poi una manina "destra", figlia dell’amichettismo, ha cancellato il mio nome». Lo afferma, all’Ansa, l’attore Leo Gullotta che ritiene ci possa essere la Regione, socio di riferimento della Fondazione, dietro alla sua mancata presenza alla serata che si terrà il 3 settembre nella Perla dello Ionio. L’attore si dice «offeso come professionista, come persona e come siciliano». L'iniziativa a cui si riferisce è organizzata per celebrare i 50 anni di festival di teatro a Taormina e raccontarne, attraverso esperienze e linguaggi differenti la contemporaneità.

«Avevo ricevuto la richiesta e dato la mia disponibilità alla consegna del premio - ricostruisce Gullotta - dalla direttrice artistica, Simona Celi, e avevo accettato di buon grado, anzi ero proprio felice. Poi, un pomeriggio di alcuni giorni dopo, la direttrice mi chiama e, con voce dispiaciuta e anche con un poco di rabbia, mi dice che il mio nome non c'era nella lista dei premiati. Lei, molto delicatamente, non mi ha detto chi c'era dietro questa decisione, ma la nota dei premiati è della Regione. E il mio sospetto è che sia stata una manina "destra" a cassare il mio nome».

«Questa vicenda - osserva Gullotta - mi ha offeso nella sua modalità: ho 80 anni, 65 dei quali passati al lavoro e vengo trattato così... Io per la mia terra, per la mia Sicilia, ho anche lavorato gratis, come ho fatto alle iniziative per Luigi Pirandello al Kaos». «Avrei preferito - sottolinea l’attore - che mi avessero detto in faccia "Non la riteniamo all’altezza", invece di tirare il sasso e nascondere la mano. Sono stato schiaffeggiato due volte, ma adesso tira molto l'«amichettismo».

Leo Gullotta parla anche della situazione generale del teatro, auspicando «maggiore partecipazione con progetti», «l'apertura di sale nella Capitale» e l’immissione di «risorse, che mancano».

Raggiunta dall'Ansa, l'assessora regionale al Turismo Elvira Amata nega. «Non so nulla, io non entro nel merito delle scelte artistiche della Fondazione Taormina Arte. Non conosco nemmeno i nomi di chi sarà premiato all'evento del 3 settembre: ho solo accolto con favore la decisione di dedicare l'iniziativa a Ninni Panzera. Qualunque scelta spetta alla direzione artistica - aggiunge -. Personalmente ritengo che quando si parla di arte, cultura, musica non esistano destra e sinistra».

Poche ore dopo la denuncia, arriva la replica della  Fondazione Taormina Arte Sicilia: «Non vi è stata alcuna volontà di mettere in discussione il valore umano, artistico e professionale di Leo Gullotta - sottolinea la direttrice artistica Simona Celi -. Nella fase di costruzione dell'iniziativa sono stati valutati diversi nomi e a fronte dei 12 premi previsti, è stato necessario compiere una scelta tra le diverse personalità prese in considerazione. In questi mesi ho contattato quasi 100 artisti».

La direttrice ribadisce la stima per Gullotta, ricordando anche la collaborazione del 2020, quando l'attore ricoprì il ruolo di direttore artistico del Taormina Film Fest. «Ci dispiace che questa vicenda venga strumentalizzata a fini politici e che possa essere stata vissuta con amarezza», sottolinea. A conferma del rapporto, Celi rivela di avere avuto nei giorni scorsi uno scambio con il regista Fabio Grossi sulla possibilità di realizzare un nuovo spettacolo con Gullotta da inserire nel cartellone del prossimo anno. «La disponibilità a lavorare insieme resta dunque piena - dice Celi -. Il mio impegno è riportare la Fondazione Taormina Arte Sicilia agli splendori internazionali che ha sempre avuto e restituire al teatro una presenza forte nella programmazione».

Per il Pd «i fatti denunciati oggi da Leo Gullotta sono di una gravità inaudita per la storia della Fondazione Taormina Arte e per gli Enti pubblici che ne sono soci, come la Regione Siciliana. Per questo - dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo - chiediamo che venga fatta immediata chiarezza. Il tempo del pensiero unico della destra nel nostro Paese è stato sepolto per sempre. Ma non ci sorprende la logica dell’amichettismo che ancora alberga in Sicilia, ed è di casa nel governo regionale così come nelle partecipate. Dalle parti della regione siciliana, socio più autorevole della fondazione, qualcuno batta un colpo e si assuma la responsabilità di quanto accaduto».

Quindi Barbagallo annuncia che «i parlamentari e gli amministratori del Pd non parteciperanno all’evento per rispetto, non solo di Gullotta ma anche di Ninni Panzera, a cui l’iniziativa è dedicata. Per la fondazione Taormina Arte - conclude - serve una nuova stagione anche con nuovi metodi e una nuova visione. La gestione attuale, quella a trazione centrodestra degli ultimi due governi regionali - conclude - passerà alla storia anche per essere stata capace di perdere la rassegna dei Nastri d argento».