MUSICA
Delia Buglisi: la “Sicilia bedda” sbarca nei grandi teatri dell’Isola. Due sold out e due serate d’estate per un ritorno che profuma di mare
Dalle poltrone del Metropolitan alle pietre del Teatro Antico: l’ascesa di Delia si misura nel calore del pubblico e in quattro appuntamenti chiave. Biglietti già esauriti per Catania e Palermo invernali, nuove date estive a Palermo e Taormina con vendita su TicketOne
Immaginate il brusio di una platea che si spegne all’improvviso. Sul palco, una figura entra scalza, posa una mano sul pianoforte e lascia che il primo arpeggio apra una crepa nel silenzio. In sala qualcuno sussurra un verso in dialetto, riconosce il profumo di casa. È così che la voce di Delia Buglisi – ruvida quanto basta, nitida come aria di scirocco dopo la pioggia – sta riempiendo i teatri di Sicilia. E ora che due serate hanno già fatto registrare il tutto esaurito, l’artista rilancia: un passaggio nei grandi spazi all’aperto dell’Isola, tra i pini del Teatro di Verdura e la pietra millenaria del Teatro Antico di Taormina. A pochi giorni dall’annuncio, la mappa è chiara: quattro appuntamenti che raccontano una storia in accelerazione, un pubblico che cresce e un’identità artistica che trova la propria misura scenica.
Le date: due sold out, due debutti estivi
- Catania, Teatro Metropolitan: 16 gennaio 2026, ore 21.00 – evento dichiarato “Sold Out”.
- Palermo, Teatro Golden: 1 marzo 2026, ore 21.00 – “Sold Out”. Prezzi originari indicativi: da 25,30 a 39,10 euro.
- Palermo, Teatro di Verdura: 21 giugno 2026, ore 21.00 – nuova data estiva, con tagliandi in vendita sul circuito TicketOne; prezzi indicativi comunicati sulla stampa locale: da 27,60 a 44,90 euro.
- Taormina, Teatro Antico: 10 luglio 2026, orario indicativo 21.30 (da confermare all’apertura biglietteria) – biglietti su TicketOne.
La conferma del doppio “tutto esaurito” invernale arriva dall’articolo che ha acceso i riflettori sulle “quattro date in Sicilia”, mentre il passaggio estivo – Palermo e Taormina – segna per Delia un salto di scala, dalla liturgia dei teatri all’orizzonte a cielo aperto delle arene.
Biglietti e canali di vendita
I tagliandi per le due date estive sono segnalati come disponibili su TicketOne, come comunicato dalle testate locali e dal comunicato che annuncia il poker di show. La prevendita è in movimento e, come spesso accade per gli appuntamenti d’inizio estate, può conoscere picchi di domanda. È consigliabile consultare con frequenza il portale ufficiale del circuito per verificare disponibilità e settori. Ulteriori conferme di data e location sono riportate anche nei principali calendari-eventi regionali.
Perché questi quattro appuntamenti contano
Il passaggio dal Teatro Golden al Teatro di Verdura, e poi all’anfiteatro di Taormina, certifica che il progetto live di Delia sta cercando spazi coerenti con una produzione più ampia, luci più ampie, e un suono che respira. La centralità della Sicilia non è un orpello narrativo. È la chiave della scrittura e dell’estetica performativa dell’artista.
Chi è Delia Buglisi oggi
Originaria do Paternò (Catania), 26 anni, cantautrice e pianista con formazione accademica, Delia Buglisi si è affermata al grande pubblico nell’edizione 2025 di X Factor. Qui ha costruito una narrazione in cui il dialetto siciliano convive con il cantautorato italiano e con repertori che vanno dalla tradizione mediterranea alle rielaborazioni pop contemporanee. La sua corsa nel talent – dalle audizioni con “Sakura” di Rosalía fino alla serata degli inediti con “Sicilia bedda” – l’ha imposta come una delle voci più riconoscibili della stagione, in grado di affrontare mash-up arditi e brani d’autore con un’impronta teatrale.
Nei report in diretta dei Live show, Sky TG24 l’ha spesso descritta come elemento di equilibrio tra rischio e controllo, capace di scivolare dalla magnolia della “Habanera” alla ruvidezza di Eminem, o dal patrimonio di Battiato a classici della canzone d’autore. Non un esercizio di stile, ma una bussola per orientare il pubblico nella geografia sonora dell’artista.
Dal piccolo schermo al grande palco: cosa cambia
Passare dal set televisivo a un’arena come il Teatro di Verdura implica un ridisegno dell’architettura sonora. Spazi come questi chiedono proiezione vocale, dinamiche più ampie, arrangiamenti che sfruttino l’ambiente naturale. È qui che la cifra “corale” di Delia – cori mediterranei, bordoni vocali, strumenti acustici – può trovare una nuova profondità. L’annuncio della tappa di Palermo all’aperto, con fascia prezzi compresa tra 27,60 e 44,90 euro, rende l’evento accessibile a un pubblico ampio, conservando un disegno di platee che aiuta a scegliere il proprio ascolto: vicino alla scena per un’esperienza ravvicinata, più distante per godere della prospettiva del parco.
Taormina, invece, non è solo un palco. È una pressione gentile che ogni artista avverte sulle spalle: l’eco tra le mura, il mare oltre la quinta, il tramonto che detta i tempi al suono. L’annuncio della serata del 10 luglio 2026 al Teatro Antico racconta la fiducia nella tenuta del repertorio di Delia in uno dei contesti più iconici al mondo. Orario indicativo 21.30, in attesa di conferma all’apertura della biglietteria: un dettaglio che ricorda quanto la macchina estiva, in Sicilia, sia un organismo vivo in continua taratura.
La cornice produttiva
Dietro i concerti c’è una filiera riconoscibile: la produzione e l’organizzazione delle date sono curate da Marcello Cannizzo Agency e Gianfaby Production by Jr Art. Una dichiarazione che non suona come semplice nota a margine, ma come chiave di lettura: la presenza di strutture radicate nel territorio garantisce coerenza organizzativa e una strategia di medio periodo, cruciale quando la domanda del pubblico cresce con accelerazione.
Il filo rosso: “Sicilia bedda”
Il titolo del tour è la chiave d’accesso al suo immaginario. “Sicilia bedda” non è uno slogan: è un modo di guardare la realtà – la luce di mezzogiorno, le voci dei mercati, il nero dell’Etna – e di riportarla dentro canzoni che provano ad abbracciare, senza edulcorare. Chi ha seguito Delia in TV sa che il suo lavoro sui timbri (la “r” granulosa, i portamenti lunghi, il fraseggio quasi parlato) è costruito su un equilibrio delicato tra tradizione e contemporaneità. In teatro, questo equilibrio trova un’ulteriore dimensione grazie ai tempi del respiro dal vivo.