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l'indagine

Evasione fiscale nel commercio di alimenti a Enna: azienda fantasma per tre anni

La Guardia di Finanza scopre oltre 3,6 milioni di euro di ricavi nascosti al fisco

12 Ottobre 2026, 09:52

10:00

Evasione fiscale nel commercio di alimenti a Enna: azienda fantasma per tre anni

Un'azienda operante su larga scala nel settore del commercio all'ingrosso di cibi e bevande, capace di muovere volumi d'affari milionari ma completamente invisibile agli occhi del Fisco. La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Enna ha svelato una maxi evasione fiscale protrattasi per tre anni consecutivi, tra il 2021 e il 2023, culminata nei giorni scorsi con l'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 534.586 euro.

Il provvedimento patrimoniale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Enna su richiesta della locale Procura della Repubblica, giunge a coronamento di un'articolata verifica fiscale condotta dai militari del Gruppo di Enna. Attraverso un'accurata ricostruzione contabile e finanziaria, le Fiamme Gialle sono riuscite a portare alla luce oltre 3,6 milioni di euro di ricavi mai dichiarati, a fronte dei quali la società di capitali ha omesso di versare oltre mezzo milione di euro di Imposta sul Valore Aggiunto, configurando la qualifica di evasore totale per il triennio preso in esame.

Documentazione parallela, prestanome e indagini bancarie: come agiva la società

L'operazione degli investigatori ennesi ha richiesto una complessa attività di analisi per ricostruire l'effettivo volume di affari sottratto al prelievo erariale. I finanzieri hanno passato al setaccio la documentazione extracontabile rinvenuta durante i controlli, incrociando i dati delle giacenze di magazzino con le verifiche effettuate presso clienti e fornitori della struttura commerciale. Fondamentali si sono rivelati anche gli accertamenti bancari e finanziari, che hanno consentito di tracciare i reali flussi di denaro legati alle compravendite dell'ingrosso alimentare.

Gli approfondimenti ispettivi hanno inoltre consentito di squarciare il velo sulla governance societaria. Oltre all'amministratore di diritto, formale intestatario dell'impresa, le indagini hanno identificato il vero e proprio dominus dell'attività, un amministratore di fatto che gestiva operativamente le decisioni e i profitti. Per l'annualità 2022, la consistente omissione fiscale ha superato le soglie di rilevanza penale previste dalla legge, facendo scattare la denuncia a piede libero per entrambi i responsabili. I sigilli della Guardia di Finanza sono scattati su conti correnti, quote societarie e beni mobili registrati riconducibili agli indagati, a tutela della libera concorrenza e del mercato.