rete scolastica
Dimensionamento scolastico ad Enna: eletta la Conferenza provinciale per il piano 2026-2027
Sette comuni scelti per affiancare il capoluogo: il 10 settembre il parere determinante sulla riorganizzazione
Rete scolastica provinciale al centro dell’assemblea dei sindaci riunita ieri mattina su iniziativa del presidente del Libero consorzio Piero Capizzi per fare il punto in vista degli adempimenti previsti dalla normativa sul dimensionamento scolastico. Nel corso della riunione che prevedeva tra i punti all’ordine del giorno, è arrivata l’elezione dei rappresentanti dei Comuni all’interno della Conferenza provinciale, l’organismo tecnico-istituzionale a cui è affidata l’istruttoria del piano. La Conferenza ha discusso della predisposizione della proposta di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica provinciale per l’anno scolastico 2026-2027 ed ha fissato una nuova seduta per il 10 settembre, nel corso della quale dovrà esprimere un parere determinante ma non vincolante sul dimensionamento. A fare parte della Conferenza saranno i Comuni di Agira, Leonforte, Barrafranca, Regalbuto, Troina, Nicosia e Cerami, mentre Enna, da capoluogo entra di diritto, completando il quadro degli otto Comuni interessati dal provvedimento.
Nell’intervento dell’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Enna, Marinella Adamo (nella foto), il richiamo sul trend negativo che interessa la realtà scolastica del territorio e che ha impattato sulla provincia di Enna facendo già registrare una riduzione di 17 unità di personale Ata. Nelle parole di Adamo anche una sottolineatura sul problema del calo demografico, assieme a quello di un’ulteriore contrazione delle dotazioni organiche in capo agli istituti scolastici. La rappresentante dell’amministrazione Crisafulli pur avendo manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dagli uffici dell’Ambito territoriale di Caltanissetta-Enna, ha evidenziato come le difficoltà affrontate dalle scuole delle aree interne meritano un'attenzione particolare dicendo: «Il calo del personale Ata registrato quest’anno è un segnale che non possiamo permetterci di sottovalutare. Il calo demografico rischia di aggravare ulteriormente la situazione delle dotazioni organiche nelle scuole».