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Piazza Armerina, ex Itis sommerso dai rifiuti: piano da 3 milioni di euro tra degrado e blatte

Un ambizioso progetto di recupero da 3 milioni di euro punta a trasformare i capannoni dell'ex Itis di via Intorcetta in un polo culturale e scolastico. Nel frattempo la struttura versa in uno stato di totale abbandono, provocando forti disagi e rischi sanitari

29 Agosto 2026, 11:34

11:40

Ok al Piano triennale delle opere pubbliche, sarà recuperata anche l'area degradata dell'ex Itis

I vecchi capannoni dell'ex Itis a Piazza Armerina

Piazza Armerina. Un progetto da circa 3 milioni di euro per recuperare i capannoni dell'ex Itis, di via Intorcetta, e trasformarli in spazi didattici, educativi ed espositivi. Una prospettiva importante, ma che si scontra con una realtà ben più urgente: oggi quell'area, in pieno centro abitato, continua a essere un ricettacolo di rifiuti, volatili e roditori, con cattivi odori che investono gli edifici circostanti.

I capannoni di via Intorcetta versano da oltre quarant'anni in condizioni di forte degrado e presentano criticità strutturali e igienico-sanitarie, aggravate proprio dall'abbandono e dalla presenza di topi e volatili. Una situazione che non riguarda soltanto il decoro urbano, ma incide sulla quotidianità di chi vive e lavora a pochi metri dal complesso.

A pagarne le conseguenze sono i residenti dei condomini circostanti, costretti a convivere con sporcizia e olezzi nauseabondi, ma anche i dipendenti del vicino Dipartimento comunale di viale Generale Muscarà, affacciato direttamente sui capannoni. Gli uffici fanno parte dello stesso complesso ex Itis e si trovano in una struttura fatiscente, dove le condizioni di lavoro sono rese ancora più difficili dallo stato dell'immobile.

L'allarme riguarda soprattutto l'aspetto igienico-sanitario: vengono segnalati topi, volatili, zecche e formiche, che dai capannoni a quanto pare riuscirebbero a introdursi negli ambienti anche attraverso vecchi infissi in legno ormai deteriorati. Un quadro che rende difficile pensare di poter attendere semplicemente i tempi del finanziamento e della futura riqualificazione.

Il progetto candidato dal Comune può rappresentare la svolta per restituire alla città un'area abbandonata da decenni e destinarla finalmente ad attività scolastiche e culturali. Ma il futuro non può diventare un alibi per ignorare il presente.

Pulizia, bonifica, derattizzazione e disinfestazione sono interventi che non possono essere rinviati all'avvio del grande progetto. Perché mentre si attendono milioni e lavori di riqualificazione, residenti e dipendenti comunali continuano ogni giorno a fare i conti con degrado, sporcizia e condizioni igieniche che chiedono una risposta immediata.