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il crollo

Messina, le macerie restituiscono Sara Leone. Scattati i primi due interrogatori

Sono continuati gli scavi per recuperare gli altri due dispersi. Ascoltato l’imprenditore Panarello, l’ ingegnere Leone si è avvalso della facoltà di non rispondere

03 Agosto 2026, 22:53

Messina, le macerie restituiscono Sara Leone. Scattati i primi due interrogatori

È stata un'altra giornata calda, sotto tutti i profili, a Messina. Sotto un sole cocente gli uomini dei vigili del fuoco hanno continuato a scavare nel “cratere” del crollo della palazzina di Pistunina. Un lavoro lento e delicato per cercare di mettere prima in sicurezza le varie zone e poi setacciarle, anche con l’aiuto dei cani molecolari.

Un lavoro che ha portato al ritrovamento del corpo di un altro dei dispersi. Poco prima delle 15 è stato, infatti, rinvenuto il corpo di Sara Leone, la seconda delle sorelle rimaste coinvolte nel crollo.

La salma è stata portata all’obitorio del Policlinico universitario dove è stata riconosciuta dai familiari. Restano ancora dispersi, invece, due uomini: Santino Magazzù, marito di Rosa Leone e il collaboratore domestico di origine srilankese Lhairu Warnakulasuriya.

Le operazioni di scavo, invece, sono proseguite. «Abbiamo recuperato tre autovetture e verificato che non ci fossero persone - ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Burgio - e stiamo avanzando con il fronte di scavo. Purtroppo anche le nostre aspettative, che si basano su una probabilità di ritrovamento, sono state deluse rispetto al posizionamento che avevamo ricostruito».

Sul luogo del crollo anche ieri sono andati il procuratore capo Antonio D’Amato e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonello Lucio Arcidiacono, che si sono intrattenuti con lo stesso comandante dei vigili del fuoco per fare il punto della situazione e cercare di coordinare in sinergia la prosecuzione delle indagini su quanto avvenuto.

E sul fronte delle indagini, ieri mattina sono iniziati gli interrogatori delle tre persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura per i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.

Nella caserma del comando di Messina Sud a Tremestieri si sono presentati l’ingegnere Pietro Leone accompagnato dai legali Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro e l’imprenditore Alessandro Panarello, socio e amministratore della società SA supermercati, che aveva preso in affitto il piano terra della palazzina per realizzare un market; accompagnato dall’avvocato Salvatore Silvestro.

L’avvocato Antonello Scordo, legale del terzo indagato, l’imprenditore Pasquale D’Alì ha chiesto invece che il suo assistito venga ascoltato in un secondo momento essendo ricoverato in ospedale dopo essere rimasto ferito proprio durante il crollo.

I due indagati si sono presentati in caserma intorno alle 11 di ieri mattina e circa un’ora dopo sono arrivate anche le sostitute procuratrici Antonietta Ardizzone e Anita Siliotti.

Il primo ad essere stato ascoltato è stato l’ingegnere Pietro Leone che si è avvalso della facoltà di non rispondere ed è uscito dopo circa un’ora a bordo di un’auto senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Ha risposto, invece, ai magistrati, l’imprenditore Alessandro Panarello che è rimasto all’interno della caserma di Tremestieri per circa tre ore e mezzo per uscire intorno alle 17.

«Il signor Panarello ha offerto la sua ricostruzione dei fatti e si è detto completamente estraneo alla vicenda. Ci sono delle indagini in corso e non possiamo dire nulla ma siamo più che sereni», è stato il commento dell’avvocato Salvatore Silvestro all’uscita insieme all’imprenditore Alessandro Panarello, titolare della macelleria che sarebbe dovuta sorgere al piano terra dello stabile.

Nella «zona rossa» si è visto, ieri, anche l’Arcivescovo di Messina, Giovanni Accolla, che ha voluto portare un messaggio alle famiglie delle vittime e dei dispersi «anche se - ha detto - a volte il silenzio è più eloquente, c’è bisogno della presenza. Appena saputo della tragedia mi sono messo subito in contatto con il sindaco e il direttore della Caritas per portare un aiuto dopo il disastro che è sotto gli occhi di tutti».

Quindi un pensiero agli uomini impegnati nelle operazioni. «Un pensiero particolare va ai vigili del fuoco e alla protezione civile che quando ci sono le emergenze mostrano sempre cuore e braccia, disponibili a servire con attenzione alle persone».