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Terremoto giudiziario a Sommatino: sei misure per tangenti, concussione e appalti truccati. Coinvolto l'ex sindaco

L'operazione "Scacco" condotta dai carabinieri fa scoprire il giro di bustarelle, all'ex sindaco sequestrati 15 mila euro

07 Luglio 2026, 08:31

09:04

Terremoto giudiziario a Sommatino: sei misure per tangenti, concussione e appalti truccati dopo l'attentato al sindaco

Un'indagine nata dopo un attentato intimidatorio e sviluppata per oltre un anno ha portato a un terremoto giudiziario nel Comune di Sommatino, in provincia di Caltanissetta. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale hanno eseguito sei misure cautelari disposte dal Gip del tribunale di Caltanissetta Lorena Santacroce su richiesta della Procura nissena nell'ambito dell'operazione "Scacco".

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione, corruzione per l'esercizio della funzione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Le accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

L'inchiesta partita dopo l'attentato al sindaco

L'indagine prende avvio dopo l'attentato del 9 maggio 2024, quando ignoti esplosero alcuni colpi d'arma da fuoco contro l'autovettura dell'allora sindaco di Sommatino. Da quell'episodio gli investigatori hanno sviluppato un'articolata attività investigativa, fatta di intercettazioni, videosorveglianza, pedinamenti, acquisizioni documentali e audizioni di testimoni.

Secondo la Procura, gli accertamenti avrebbero fatto emergere un presunto sistema illecito radicato all'interno dell'amministrazione comunale, capace di incidere sia sulla gestione degli eventi pubblici sia sull'assegnazione di lavori finanziati con fondi pubblici.

Le presunte richieste di denaro durante la Sagra dell'Agricoltura

Uno dei filoni dell'inchiesta riguarda la "Sagra dell'Agricoltura – Sommatino sei Tu", organizzata nel novembre 2024.

Secondo gli investigatori, l'allora sindaco, la vice sindaca e l'assessore al Turismo avrebbero chiesto ai commercianti presenti somme comprese tra 40 e 150 euro al giorno per garantire l'allaccio alla rete elettrica e consentire il regolare svolgimento delle attività.

L'accusa sostiene che, in caso di rifiuto, sarebbe stato prospettato il distacco dell'energia elettrica o possibili difficoltà nelle future manifestazioni. In un episodio contestato, i titolari di un ristorante avrebbero invece offerto gratuitamente pranzi e cene agli amministratori e ai loro familiari in sostituzione del pagamento in denaro.

Secondo una prima ricostruzione investigativa, il denaro raccolto durante la manifestazione ammonterebbe a circa 11 mila euro.

Il filone sugli appalti pubblici

L'indagine si concentra anche sulla gestione dell'Ufficio tecnico comunale.

Al responsabile pro tempore dell'Area Tecnica vengono contestati diversi episodi di presunta corruzione.

Tra questi figura la richiesta, secondo l'accusa rimasta senza esito, di una tangente da 50 mila euro collegata a un appalto da quasi un milione di euro per il consolidamento di un costone roccioso.

Un secondo episodio riguarda invece l'affidamento dei lavori per un asilo nido, del valore di oltre 757 mila euro. Secondo la Procura, il funzionario avrebbe ricevuto o accettato la promessa di 5 mila euro per favorire l'assegnazione dell'intervento.

Gli investigatori contestano inoltre la presunta ricezione di un telefono cellulare di fascia alta, un computer e denaro contante per agevolare pratiche amministrative.

La presunta tangente da 45 mila euro

Un ulteriore filone riguarda alcuni lavori eseguiti nella Villa Garibaldi di Sommatino.

Secondo la ricostruzione della Procura, un imprenditore avrebbe consegnato una tangente complessiva di 45 mila euro, destinata, secondo l'accusa, all'allora sindaco, al responsabile dell'Ufficio tecnico e a un professionista incaricato della progettazione.

L'obiettivo sarebbe stato ottenere l'affidamento diretto di due lotti di lavori e la promessa di ulteriori incarichi relativi al cimitero comunale.

Gli investigatori sostengono inoltre che gli appalti sarebbero stati artificiosamente suddivisi per mantenere ciascun affidamento sotto la soglia prevista dal Codice dei contratti pubblici, consentendo così l'assegnazione diretta.

Le misure cautelari

Il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per l'ex sindaco Salvatore Letizia e per l'imprenditore Diego Caramazza.

Sono state inoltre applicate misure interdittive nei confronti del responsabile dell'Ufficio tecnico Roberto Alotta, dell'architetto Calogero Vendra e degli imprenditori Luigi Pulci e Lorenzo Pulci.

Per la vice sindaca e l'assessore coinvolti nell'indagine il giudice ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi relativamente all'ipotesi di concussione, ma non ha applicato misure cautelari ritenendo cessate le esigenze cautelari in seguito alle loro dimissioni.

Nei confronti dell'ex sindaco è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mila euro, somma che, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe stata ricevuta nell'ambito di uno degli episodi contestati.