Il caso
Naturopata all'ospedale, avviata risoluzione del contratto. Il Policlinico di Catania: «Pubblicità ingannevole, chiediamo i danni»
«Il danno all'immagine e al prestigio istituzionale di questa azienda è grave, concreto e documentato», si legge nel provvedimento del direttore generale dell'azienda
È finita così: «Avviata la procedura di risoluzione del contratto libero professionale». L'azienda ospedaliero universitaria Policlinico "Gaspare Rodolico - San Marco" ha comunicato oggi non solo di avere intenzione di risolvere il contratto con la naturopata Giordana Proto, ma anche di avere avanzato nei confronti della professionista «una richiesta di risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali quantificati in 29.200 euro, pari al doppio del compenso annuo».
La storia è stata raccontata dal quotidiano La Sicilia ed è poi diventata rapidamente un caso nazionale: se ne sono occupati virologi e immunologi (Roberto Burioni e Matteo Bassetti, per citare i due più famosi, ma non gli unici), divulgatori e divulgatrici (come la neuroscienziata Beatrice Mautino), e il Cicap (il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze fondato nel 1989 da Piero Angela) ha scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere di intervenire sul contratto stipulato dal Policlinico di Catania.
Riassunto delle puntate precedenti
Giordana Proto vince, negli ultimi mesi del 2025, l'«avviso di selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di un incarico di collaborazione esterna di natura libero-professionale, della durata di 12 mesi, per la realizzazione di specifiche attività nell'ambito degli studi clinici condotti presso la Uoc Chirurgia vascolare e Centro trapianti e la Uosd Pediatria a indirizzo reumatologico». Un contratto da 14.600 euro l'anno, con fondi provenienti dagli studi clinici promossi dal professore Pierfrancesco Veroux (già candidato alla carica di rettore dell'università di Catania) e dalla dottoressa Patrizia Barone.
Tra i requisiti di partecipazione c'erano la «laurea triennale in Scienze olistiche in educazione alimentare naturale e nutrizione; possesso dell'attestato di superamento del corso di formazione professionale di Naturopata; iscrizione (ove prevista) all'eventuale albo professionale; comprovata esperienza professionale in qualità di Naturopata di almeno 12 mesi».
Proto su Instagram si definisce «laureanda in Scienze biologiche», ma nel suo curriculum - sul sito del Policlinico - a questo non si fa cenno. Si racconta, invece, anche dei dieci anni di lavoro che la professionista ha trascorso lavorando nell'azienda di famiglia, Imesi Italia, una delle società più note, tant'è che ha per cliente anche l'azienda ospedaliero-universitaria catanese, per la produzione di kit personalizzati per sale operatorie. Il padre di Proto è il patron di Imesi, Franco Proto, piuttosto noto al pubblico catanese perché fautore dell'avventura calcistica dell'Atletico Catania, che per anni ha militato nel campionato di serie C1.
Sempre dal curriculum di Giordana Proto emerge che ad aprile 2025 la professionista è stata «docente nel Master di II livello in “Disfunzioni del pavimento pelvico femminile”» del dipartimento di Chirurgia generale e specialità medico-chirurgiche dell'università di Catania. Il 7 maggio 2026, inoltre, gli studenti del I e del VI anno del corso di Medicina e chirurgia di UniCt hanno potuto partecipare all'attività didattica elettiva dal titolo "Medicina naturale e intelligenza artificiale: nuove frontiere in medicina", proposta, si legge sul sito dell'università, «dal professore Massimiliano Veroux» e in cui Proto risulta essere una degli ospiti.
Il clamore e i provvedimenti
Ieri sera a tornare sulla storia è di nuovo l'infettivologo Bassetti che, con un video su X, ricorda: «Attenzione a dare credibilità e a dare legittimazione all'interno dell'università a chi opera fuori degli ospedali. Si sia liberi di fare quello che si vuole, dopodiché il mondo della scienza deve chiaramente dire che non c'è nessuna evidenza scientifica che supporti la naturopatia». E ancora: «Attenzione, rischiamo di dare patente a qualcuno che poi può andare a dire "Ah, ma io opero nell'ospedale, quindi valgo". Ecco, è molto importante: la scienza non si deve piegare, e le università tantomeno, a tutto questo».
Nel frattempo, il Policlinico aveva preso una posizione piuttosto netta. Annunciando un provvedimento disciplinare nei confronti della naturopata Proto e l'avvio di un'indagine interna per comprendere il ruolo esatto della professionista in reparti delicati come quelli coinvolti dal progetto. Il Policlinico, inoltre, «dopo attenta e approfondita valutazione del materiale video postato nei vari profili social e pubblicato dalle testate giornalistiche, ha inviato a Proto una formale diffida con messa in mora. Le contestazioni riguardano “l'uso non autorizzato del logo, del camice e del cartellino aziendali; la diffusione non autorizzata di notizie riguardanti la collaborazione libero-professionale con l'azienda; la pubblicità ingannevole nei confronti dell'utenza”».
«Pubblicità ingannevole nei confronti dell'utenza»
«Con la presente – è scritto inoltre nella diffida - l'azienda ospedaliero universitaria Policlinico "Gaspare Rodolico - San Marco" di Catania intende contestare, con la fermezza che la situazione impone, le condotte poste in essere dalla sua persona nell'ambito del rapporto di collaborazione libero-professionale instaurato con questa istituzione, nonché rappresentare la propria assoluta e netta presa di distanza da ogni iniziativa da lei autonomamente assunta in totale violazione degli obblighi contrattuali, regolamentari e di legge che la vincolavano».
L'azienda ricorda, inoltre, che l'incarico conferito «aveva una portata del tutto circoscritta: la realizzazione di specifiche attività di supporto nell'ambito di studi clinici condotti presso la Uoc Chirurgia vascolare e Centro trapianti e la Uosd Pediatria a indirizzo Reumatologico. Nient'altro. Non vi era in quell'atto, né poteva esservi, alcuna facoltà implicita o esplicita di trasformare tale collaborazione in uno strumento di autopromozione personale e commerciale, a maggior ragione a danno dell'immagine di questa istituzione pubblica».
«II Policlinico "Gaspare Rodolico - San Marco", istituzione universitaria di primaria importanza, sede di ricerca, didattica e assistenza ai pazienti più fragili - è scritto nel provvedimento - si è trovato suo malgrado al centro una bufera mediatica che lei ha generato con la sua iniziativa unilaterale e non autorizzata. Il danno all'immagine e al prestigio istituzionale di questa azienda è grave, concreto e documentato». «Ogni attività professionale svolta all’interno delle strutture - conclude il Policlinico - deve avvenire nel pieno rispetto delle norme, dei regolamenti aziendali e degli incarichi formalmente conferiti. L’azienda continuerà a monitorare con attenzione l’evolversi della vicenda, e adotterà tutte le iniziative ritenute necessarie a salvaguardare i propri interessi e quelli dell’utenza».

