la storia
«Il cancello si deve riaprire»: sindaco ordina la riapertura dell'accesso al mare sbarrato
L'ordinanza per garantire l'accesso alla spiaggia a Poggio Arena: battaglia legale con l'imprenditore svizzero e relazione del Genio civile
«Il cancello si deve riaprire». Una questione spinosa per il sindaco Terenziano Di Stefano quella scoppiata a Poggio Arena tra il comitato di quartiere di una delle zone balneari più belle della città e un imprenditore svizzero che ha scelto di investire in quel territorio e lo scorso anno ha chiuso l’accesso alla strada che da sessant’anni veniva usata dai bagnanti per raggiungere la spiaggia perché di sua proprietà.
Una battaglia a suon di ricorsi al Tar e esposti in Procura.
«Noi non cerchiamo privilegi - sostengono i componenti del comitato - ma solo di poter andare a mare come sempre abbiamo fatto. Il mare è di tutti e non può essere un privilegio per pochi».
La loro mobilitazione contro il mare negato è condivisa da tantissima gente che non risiede a Poggio Arena frequenta d’estate quella spiaggia libera che è un piccolo eden circondata da fantastiche dune. Il sopralluogo di due giorni fa è stato utile al sindaco per stabilire che decisione prendere e da che parte schierarsi in questa guerra tra privati.
Di Stefano ieri ha scritto nero su bianco che deve essere ripristinata la strada storica di accesso al mare.
«L’ordinanza del Tar è chiara- dice il primo cittadino - l’imprenditore svizzero in attesa della sentenza del Tar che si avrà a fine anno avrebbe dovuto consentire l’accesso pedonale o dalla strada storica o attraverso un’altra strada praticabile. Ha scelto la seconda ipotesi. Ho fatto un sopralluogo e ho potuto verificare di persona che la strada aperta per andare a mare non è praticabile. Non ci sono assolutamente le condizioni per definirlo un accesso pedonale attraversabile, agevole, sicuro. È invece pericoloso per tutti, crea barriere architettoniche per anziani e disabili. Non è un accesso pedonale. Allora io ordino che si apra la strada storica».
L’ordinanza del sindaco dovrebbe mettere fine almeno per quest’estate alla diatriba passando dal mare negato al mare restituito.
Ma il condizionale è d’obbligo in questa aggrovigliata vicenda.
Il proprietario dell’area potrebbe impugnare l’ordinanza del sindaco al Tar chiedendone la sospensiva.
La vicenda quindi potrebbe avere altri colpi di scena. Il primo cittadino ha firmato la sua ordinanza con convinzione.
«L’accesso al mare va garantito come da ordinanza del Tar - aggiunge- se non si vuole aprire la strada storica se ne apra una percorribile veramente e in modo agevole».
La vicenda fa un passo avanti ma l’esito pratico è tutto da vedere. Per scrivere la parola fine bisognerà attendere l’udienza del 3 novembre nel corso della quale il Genio civile incaricato dal Tar dovrà depositare la sua relazione sulla strada storica e cioè stabilire con certezza se esiste veramente da diversi decenni come sostengono i residenti.



