Politica e inchieste
Elvira Amata rompe il silenzio dopo il rinvio a giudizio: «Rimesso al partito il mio mandato di assessore»
Il processo per corruzione per l'esponente meloniana e gli effetti nel rimpasto della giunta Regionale
Rompe il silenzio Elvira Amata. E lo fa con un'intervista televisiva. L'assessora regionale al Turismo è stata rinviata a giudizio per l'accusa di corruzione: avrebbe firmato un finanziamento per un evento organizzato nell'autunno del 2023 alla Fondazione Bellisario, di cui era portavoce l'imprenditrice Marcella Cannariato (che ha lasciato l'incarico) ed è stata condannata dal gup di Palermo a 2 anni e 6 mesi poiché ha optato per il rito abbreviato.
Amata continua a respingere le accuse. E annuncia di aver rimesso il mandato nella giunta di Renato Schifani al suo partito. Cioè Fratelli d'Italia. L'esponente meloniana è coinvolta in un filone d'inchiesta che ha colpito l'estate scorsa il presidente dell'Ars, e collega di partito, Gaetano Galvagno. «Un rinvio a giudizio non equivale a una condanna ma ci sarà un processo durante il quale avrò l'opportunità di chiarire la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Non appena ho ricevuto la notizia del mio rinvio a giudizio ho immediatamente informato il partito e rimesso al partito il mio mandato di assessore», ha detto alla Tgr Amata (FdI) che il prossimo settembre dovrà affrontare l'inizio del processo.
La delega di Amata è una di quelle che sicuramente saranno oggetto del rimpasto - con scadenza a fine aprile - annunciato dal presidente Renato Schifani. E fra i nomi in bilico pare esserci anche quello di Luca Sammartino de La Lega che sta affrontando due processi a Catania: uno per corruzione e l'altro (con una serie di accuse già in procinto di essere prescritte) per corruzione elettorale. Il countdown è cominciato.


