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PRIOLO GARGALLO

Polo petrolchimico, parla il ministro Urso: «Nuovo decreto "Golden power" su Isab per garantire l’interesse nazionale»

Il ministro del Made in Italy conferma a questo quotidiano che il governo vigilerà anche sulla vendita delle quote della raffineria alla società Ludoil del gruppo campano Ammaturo

24 Aprile 2026, 23:00

Polo petrolchimico, parla il ministro Urso: «Nuovo decreto "Golden power" su Isab per garantire l’interesse nazionale»

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Ancora garanzie governative per l’Isab di Priolo, sito industriale nel petrolchimico siracusano che con le sue due raffinerie rifornisce il 25 per cento del mercato nazionale. E per questo dichiarato sito «d’interesse strategico nazionale».

Il governo accompagnerà anche l’attuale fase di passaggio di proprietà tra i greco-israeliani di Goi energy e l’italiana Ludoil dell’imprenditore Donato Ammaturo, così come aveva fatto tre anni fa per salvaguardare il sito nella fase di vendita dal vecchio proprietario, la russa Lukoil, oggetto di sanzioni indirette e del blocco del petrolio di casa madre, per via del conflitto in Ucraina.




Sarà necessario un nuovo decreto “Golden power”, che è lo strumento normativo che dà al governo poteri speciali per intervenire, con prescrizioni e veti, nelle operazioni che coinvolgono aziende operanti nei settori strategici. Premesso sempre che l’intervento statale scatta dopo la trattativa privata, sarà emesso dal governo un nuovo specifico provvedimento. Solo giovedì le due società, Goi e Ludoil, hanno annunciato l’imminente trasferimento delle partecipazioni maggioritarie in Isab in favore di Ludoil.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato l’attenzione del governo: «La Golden power va esercitata a ogni eventuale passaggio societario – ha detto – come è già avvenuto. Quando cambiano gli assetti societari, va presentata una nuova procedura di Golden power che consente al governo di garantire la sicurezza nazionale, come in occasione della precedente cessione. Come abbiamo dimostrato in questi anni – ha concluso – sappiamo garantire l'interesse dell'Italia e della Sicilia, la continuità produttiva e occupazionale».

In questi tre anni qualcosa è andato storto, con momenti di crisi che hanno costretto in qualche fase alla fermata di alcuni impianti delle raffinerie. All’origine della crisi i rapporti tra Goi energy e Trafigura, il gigante delle materie prime con cui, nell’operazione di acquisto, Goi aveva stretto accordi «esclusivi» per la fornitura di petrolio e commercializzazione dei prodotti finiti. Rapporti «esclusivi sulla base di prezzi penalizzanti», ammetteva Goi a gennaio 2025. Ma il governo ha sempre affermato che sarebbe intervenuto, nel caso di difficoltà «ove vi fossero stati rischi concreti di sospensione della attività produttiva». Ora il sito con mille lavoratori interni e 3.500 indiretti, va verso un nuovo passaggio: il governo vaglierà anche questo contratto.