Nell'Ennese
La biobanca dell'IRCCS Oasi di Troina sarà realtà: oltre 2 milioni per la ricerca sulle malattie neurologiche rare in età pediatrica
Contratto firmato per la realizzazione dell'infrastruttura dove saranno anche conservati campioni e dati clinici
E' stato firmato il contratto per la consegna e l'avvio dei lavori di realizzazione della biobanca dell’Oasi Irccs di Troina, un’infrastruttura destinata a potenziare le attività di ricerca nel campo delle malattie rare del sistema nervoso, con particolare riferimento all’età pediatrica. La realizzazione dell’opera prevede un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro e tempi di esecuzione stimati in circa 274 giorni dall’avvio dei lavori. La nuova struttura sorgerà in contrada San Michele, accanto al complesso della Cittadella dell’Oasi, e si svilupperà su una superficie complessiva di circa 500 metri quadrati. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione, in prossimità della biobanca, di un ulteriore edificio destinato ad accogliere la farmacia centralizzata dell’Istituto. La biobanca consentirà la raccolta, il processamento e la conservazione di campioni biologici, come sangue, Dna e altri materiali, integrati con dati clinici e neuropsicologici, creando una risorsa fondamentale per lo sviluppo di studi avanzati.
I campioni saranno gestiti secondo protocolli standardizzati e tracciabili, in condizioni controllate, per garantire qualità e riproducibilità delle analisi. La struttura sarà dotata di sistemi avanzati per la gestione dei dati associati ai campioni, permettendo analisi integrate e studi longitudinali. Sarà, inoltre, progettata per garantire elevata capacità di archiviazione e scalabilità nel tempo, in linea con gli standard internazionali di qualità e con le principali infrastrutture europee di biobanking. L’obiettivo è favorire una ricerca sempre più orientata alla comprensione dei meccanismi alla base delle patologie del neurosviluppo, tra cui disturbi dello spettro autistico, epilessie e altre condizioni neurologiche complesse, e all’individuazione di nuove strategie terapeutiche, anche attraverso il riposizionamento di farmaci.
"La realizzazione della biobanca rappresenta un passo significativo nel percorso di crescita scientifica dell’Istituto - dice il direttore generale, Arturo Caranna -. Si tratta di un investimento che consolida la nostra vocazione alla ricerca integrata con l’assistenza e apre nuove prospettive di collaborazione e sviluppo".
"Le biobanche rappresentano un pilastro fondamentale nella ricerca traslazionale, consentendo di trasformare campioni biologici in scoperte cliniche che migliorano la vita dei pazienti - conclude il direttore scientifico, Raffaele Ferri -. Questa nuova biobanca ci permetterà di approfondire la comprensione delle malattie neurologiche rare e di sviluppare terapie innovative per i nostri pazienti più vulnerabili".