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Il processo per falsa testimonianza al vescovo Gisana, la vittima degli abusi di don Rugolo ammessa come parte civile
Per il tribunale la richiesta di costituzione come parte offesa avanzata da Antonio Messina è da accogliere, nonostante le eccezioni presentate dalla difesa del vescovo
Per il tribunale di Enna, la richiesta di costituzione come parte offesa avanzata da Antonio Messina, nel processo per falsa testimonianza nei confronti del vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana e del parroco della chiesa madre del capoluogo e vicario giudiziale, Vincenzo Murgano è da accogliere.
La decisione è arrivata questa mattina nel corso dell’udienza in cui era previsto lo scioglimento della riserva sulle richieste di costituzione di parte civile dopo le eccezioni presentate dalla difesa del Vescovo Gisana sulla titolarità.
Per il Gip, Antonio Messina, il giovane archeologo che ha denunciato Don Giuseppe Rugolo per gli abusi subiti quando era minorenne, e che successivamente alla lettura delle motivazioni della condanna in primo grado ha denunciato Gisana e Murgano (oggi assenti in aula) ha diritto alla costituzione, mentre ha escluso le richieste avanzate dalla famiglia sebbene ritenuti esposti per riverbero al danno, e dalle associazioni CoTuLeVi e Rete l’abuso.
Inoltre, ministero della Giustizia, segnalato dalle difese come persona offesa dal reato di falsa testimonianza non si è costituito parte civile.
Prossima udienza del processo che si celebra con rito abbreviato è fissata il 12 marzo per la discussione delle parti.