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l'intervista

«Gli Honda Sh "bandiera" di mobilità urbana, vanno a ruba come un orologio di lusso»

Il general manager William Armuzzi: «A Catania ottimi concessionari e vendite tra le più alte d'Italia»

Francesca Aglieri Rinella

10 Gennaio 2026, 07:04

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L’Honda Sh un modello che continua a dettare lo standard nel segmento degli scooter cittadini. Parola di William Armuzzi, general manager di Honda Italia moto.

Catania è spesso indicata come una delle città con il più alto numero di furti di Honda Sh. Che impatto ha sull’immagine del marchio sul territorio?

«Innanzitutto, occorre fare una precisazione, i nostri dati dimostrano che le percentuali di furto sono sostanzialmente simili tra i primi cinque veicoli a due ruote immatricolati in Italia. È ovvio poi che essendo la famiglia Sh su Catania venduta circa cinque volte in più rispetto al suo primo competitor, a livello di valore assoluto risulti il veicolo più rubato. Per dirla altrimenti, sarebbe impossibile, nei fatti, che i mezzi più rubati fossero quelli della concorrenza che vende molto molto meno».

Honda sta collaborando con forze dell’ordine o assicurazioni per contrastare il fenomeno dei furti?

«Honda collabora in primis con le forze dell’ordine che sono delegate alle azioni su questi fenomeni. Poi dal punto di vista tecnologico, tramite l’introduzione di sistemi antifurto nativi sui mezzi».

Dal punto di vista tecnologico, quali soluzioni antifurto Honda ha già introdotto o intende sviluppare per rendere gli Sh meno appetibili per la criminalità?

«Una premessa che ritengo doverosa per inquadrare la situazione è capire perché circolano così tanti Sh in Italia e su Catania in particolare. Sono bandiera tecnologica della mobilità urbana, è un successo di mercato perché il cliente gli ha ormai riconosciuto negli anni delle caratteristiche di stile e qualità che lo hanno reso uno status symbol con doti di affidabilità e utilizzabilità eccezionali. Queste caratteristiche sono riconfermate dalla tenuta del valore nel mercato dell’usato che non ha uguali tra i veicoli a due ruote. Di fatto chi compra Sh e poi lo rivende dopo alcuni anni di utilizzo avrà alla fine dell’operazione un costo annuo molto più basso rispetto ad altri veicoli che dopo pochi anni trovano il loro valore sul mercato dell’usato praticamente azzerato. L’insieme di queste caratteristiche fa sì che siano veramente pochi gli Sh tolti dalla circolazione e questo rende il parco circolante molto alto e statisticamente più soggetto ad azioni di furto. Dal punto di vista tecnologico Honda è da sempre in prima fila nella ricerca di sicurezza a tutto tondo. Oltre ai sistemi di antifurto veri e propri, come immobilizer e antifurti sonori, la rete dei Concessionari è in grado di proporre ai clienti le migliori soluzioni studiate per ogni specifica esigenza di utilizzo».

I clienti chiedono maggiore tutela e sicurezza: sono previste iniziative specifiche, campagne di prevenzione o agevolazioni per chi vive in aree ad alto rischio? «L’unico modo che avremmo sarebbe offrire un prodotto di scarsa qualità destinato a durare meno, cosa che ovviamente non faremo mai perché non rientra nel Dna Honda. Di fatto è lo stesso meccanismo di chi acquista un orologio di lusso».

Questo problema può influenzare le strategie commerciali e di distribuzione di Honda a Catania e in altre città simili, oppure rafforza la volontà di investire ancora di più nel territorio?

«Né l’uno né l’altro. Gli investimenti sul territorio continuano e continueranno e non sono influenzate ne influenzabili dal rilascio, più o meno guidato, di notizie o pseudo tali riguardanti la criminalità. Questo per fortuna i cittadini catanesi hanno dimostrato di averlo capito bene, visto che nostro brand ha chiuso il 2025 con oltre il 45% di quota di mercato sugli scooter e il 33% sul totale, una delle quote più elevate d’Italia. Sono risultati commerciali che poggiano su due cardini fondamentali: da un lato i nostri concessionari sulla città di Catania la cui professionalità e la capacità di rispondere alle esigenze dei clienti a ben pochi confronti e con cui continueremo a sviluppare la presenza sul territorio. Dall’altro l’impegno di Honda e le sue caratteristiche tecnologiche, di attenzione all’ambiente, di ridotti costi di utilizzo di Sh».