la polemica
Etna, proposto il modello islandese «Punti di osservazione per tutti»
Accesso al vulcano. Vertice al Parco. Dopo il blitz identificati 21 escursionisti, via alle multe
Catania. Il blitz dell'Epifania di Forestale e Finanza sul fronte lavico è durato fin quasi a mezzanotte. Martedì notte decine di escursionisti o semplici curiosi hanno provato a raggiungere quota 1.360, dove la colata si è praticamente fermata, come ribadito dall'Ingv. Ma ad aspettarli stavolta hanno trovato gli agenti del Corpo Forestale e i militari delle Fiamme gialle, che hanno identificato 21 persone e le hanno segnalate all'autorità giudiziaria per avere trasgredito ai divieti imposti dalla Prefettura di Catania e dalle ordinanze dei sindaci di alcuni Comuni etnei. Intanto ieri è stato fatto un piccolo passo avanti nell'immaginare un altro tipo di fruizione del vulcano durante le attività eruttive. Guide alpine vulcanologiche, ambientali, turistiche, il Cai, Legambiente si sono seduti attorno allo stesso tavolo, ospiti del nuovo presidente del Parco dell'Etna Massimiliano Giammusso, e hanno concordato di sottoporre alle istituzioni competenti - Prefettura e protezione civile in primis - delle linee guida da adottare a partire dai prossimi eventi.
Sull'Etna ieri è tornata una relativa calma. La porzione del campo lavico - ha comunicato l'Osservatorio etneo Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - compresa tra Rocca Musarra e Rocca Capra non risulta più alimentata e i fronti lavici sono fermi e in fase di raffreddamento. Complice anche il maltempo, il flusso di visitatori si è decisamente ridotto. Niente a che fare con il grande via vai osservato nel giorno dell'Epifania, quando alle 17 è scattato il blitz interforze.
Alla fine le persone identificate sono state 21, segnalate all'autorità giudiziaria per violazione dell'articolo 650 del codice penale: inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, punito con arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro. Sarà dunque la Procura a valutare se agire nei confronti dei tragressori. Sono stati chiesti i documenti sia ad alcune persone beccate all'imbrunire troppo vicino alla colata, sia a chi in piena notte ha provato a raggiungere il fronte. In particolare un gruppo di sette persone è stato fermato mentre arrivava dalla parte alta della Valle del Bove, probabilmente partiti da Serracozzo, sopra il rifugio Citelli.
Ieri una parte delle cento guide alpine vulcanologiche che operano sull'Etna ha bissato lo sciopero di martedì, per protesta contro i paletti imposti dalla Prefettura: massimo 10 partecipanti ad escursione, divieto di avvicinarsi oltre i 200 metri dalla colata e obbligo di rientrare sulla strada Mareneve entro le 18.
Il presidente del collegio regionale Cesare Cesa Bianchi e il vice Marco Puleo hanno partecipato alla riunione al Parco dell'Etna. «Abbiamo avanzato una proposta di protocollo che è stata favorevolmente accolta dal presidente del Parco e ha trovato una forte convergenza anche dalle guide ambientali», spiega Cesa Bianchi. In sostanza verrà proposto alla Prefettura, a partire dai prossimi eventi di cui il vulcano sarà protagonista, di individuare «punti di osservazione fruibili a tutti, facilmente raggiungibili e ben segnalati» da cui «si possa godere una buona vista» dei fenomeni in massima libertà. A queste basi anche le guide ambientali sarebbero autorizzate ad accompagnare gruppi di visitatori. La localizzazione di questi luoghi, sottolinea Cesa, «va fatta rapidamente e concordandola con chi conosce il territorio». Tradotto: con le guide stesse. Chi vorrà avvicinarsi al fronte lavico, «a una distanza che varierà in base alla fenomenologia dell’evento - continua il presidente - ma che negli ultimi giorni, ad esempio, l'Ingv aveva suggerito essere di 50 metri, dovrà rivolgersi alle guide vulcanologiche». Giammusso farà da mediatore con le altre istituzioni affinché questa proposta di protocollo possa trovare condivisione e attuazione. «Sono molto soddisfatto - commenta il presidente del Parco - per lo spirito di collaborazione che tutti i soggetti hanno manifestato. Noi, lo ribadisco, possiamo solo dare un mero indirizzo politico. Ci faremo “parte diligente”». Per Emilio Messina, presidente di Federescursionismo, si tratta di «un incontro storico, da molti anni - spiega - non c'era un faccia a faccia così allargato. La strada presa è quella giusta. Seguiamo il modello islandese che tanto bene funziona».