il progetto
All'Autodromo di Pergusa un centro di ricerca sulla guida autonoma, accordo tra Anas e Università Kore
L'amministratore delegato Claudio Gemme ha parlato oggi dell'intesa con l'ateneo «per verificare la possibilità di realizzare un centro di ricerca dedicato alla mobilità autonoma e connessa»
Anas e l’Università degli Studi di Enna Kore avviano un’intesa per dare vita, all’Autodromo di Pergusa, a un polo di ricerca e sperimentazione dedicato alla guida autonoma e alla mobilità connessa. L’annuncio è stato formulato oggi dall’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, durante la sua lectio magistralis all’Università Kore di Enna, in occasione del conferimento del Dottorato di ricerca in “Sistemi intelligenti per l’ingegneria”.
L’iniziativa mira a coniugare le competenze accademiche dell’Ateneo con il know-how di Anas nello sviluppo delle Smart Road e delle infrastrutture digitali, valorizzando al contempo le peculiarità dell’Autodromo di Pergusa, destinato a diventare un laboratorio a cielo aperto per veicoli senza conducente, comunicazione veicolo–strada, sensoristica avanzata, gestione intelligente dei flussi e cybersicurezza.
“Enna dispone di due risorse che, considerate insieme, aprono una prospettiva di grande interesse: un’Università con competenze specifiche nei sistemi intelligenti e nella guida autonoma e l’Autodromo di Pergusa, dove la sperimentazione può svolgersi in condizioni reali e controllabili – ha dichiarato Gemme –. Anas è pronta ad avviare con l’Università Kore e con le istituzioni del territorio un confronto concreto per verificare la possibilità di realizzare un centro di ricerca dedicato alla mobilità autonoma e connessa. Un progetto capace di mettere in rete università, impresa e territorio, coinvolgendo studenti e giovani ricercatori e sviluppando soluzioni applicabili alla rete stradale”.
Nel suo intervento, dal titolo “Economia e ingegneria: una visione integrata per la mobilità del futuro”, Gemme ha ripercorso le tappe salienti della propria carriera, iniziata nel 1973 nel Gruppo Finmeccanica e proseguita in Ansaldo, Fincantieri e nel comparto energia e infrastrutture. Ha ricordato in particolare le sperimentazioni condotte circa trent’anni fa in Ansaldo sugli autobus elettrici destinati a Trieste, un’esperienza che prefigurava elementi chiave della mobilità intelligente odierna: trazione elettrica, dialogo tra mezzo e infrastruttura, assistenza alla marcia e progressiva automazione delle funzioni di guida.
Anas sta oggi implementando un programma di Smart Mobility che integra sensori, piattaforme digitali, intelligenza artificiale e sistemi di comunicazione tra rete stradale e veicoli. La Smart Road consente di raccogliere ed elaborare dati su traffico, ostacoli, condizioni meteo e situazioni di rischio, rendendoli via via disponibili anche ai mezzi in circolazione. L’azienda ha inoltre maturato esperienze di ricerca e test sulla guida autonoma e sulle infrastrutture connesse, collaborando anche con l’Università di Parma e con il gruppo di ricerca nato dall’esperienza di VisLab.
Nel corso della lectio, Gemme ha richiamato pure il progetto delle Green Island: aree tecnologiche alimentate da impianti fotovoltaici e minieolici, in grado di fornire energia rinnovabile alle infrastrutture digitali e di ospitare stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Sull’Autostrada del Mediterraneo, nell’area di parcheggio Contessa Soprana a Montalto Uffugo (Cosenza), Anas ha realizzato una Green Island inserita in circa 140 chilometri di Smart Road. Lungo i tratti interessati sono state installate 800 postazioni polifunzionali, dotate di telecamere ad alta definizione, sensori e sistemi di intelligenza artificiale, collegate in fibra ottica alla sala di controllo.
In chiusura, l’Ad ha sottolineato il valore dell’integrazione tra saperi economici, industriali e ingegneristici: “Le sfide della sicurezza infrastrutturale, della transizione energetica, della mobilità autonoma e della resilienza climatica non possono essere affrontate da una sola disciplina. Il futuro della mobilità nascerà dall’incontro tra ricerca, tecnologia e capacità industriale. La collaborazione con l’Università Kore può rappresentare un passo concreto in questa direzione”.