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Medicina

Raro trapianto al ginocchio a Enna: ottantenne torna a camminare dopo sei mesi

L'intervento, eseguito all'ospedale Umberto I in sinergia con l'università Kore, ha permesso di sostituire l'intero apparato estensore grazie a un innesto arrivato dal Rizzoli di Bologna

25 Settembre 2026, 10:42

10:50

Raro trapianto al ginocchio a Enna: ottantenne torna a camminare dopo sei mesi

Dopo oltre sei mesi di immobilità, una donna nissena di ottant'anni è tornata a camminare grazie a un intervento chirurgico di altissima specializzazione, eseguito in Italia soltanto in pochissimi centri. All'ospedale Umberto I di Enna, l'équipe del reparto di Ortopedia ha portato a termine con successo un trapianto completo dell'apparato estensore del ginocchio. L'operazione rappresenta il frutto di un virtuoso modello di sinergia sviluppato tra l'Azienda Sanitaria Provinciale locale e l'università Kore. La paziente arrivava da una complessa storia clinica, caratterizzata da un precedente intervento di protesi articolare e da un secondo tentativo, purtroppo fallito, di riparare una frattura della rotula. Questa serie di complicazioni aveva compromesso in modo irreparabile il suo apparato estensore, ovvero l'insieme di ossa e tendini fondamentale per la distensione della gamba, rendendo necessaria una sostituzione integrale.

L'intervento è stato condotto dal professor Arcangelo Russo, direttore dell'Unità operativa complessa di Ortopedia, coadiuvato dai dottori Gianluca Zocco, Michele Giancani e Gianluca Costa, con il supporto decisivo del dottor Fabiano Melfa per la gestione di un'anestesia particolarmente delicata. Il materiale per l'innesto è stato fornito dalla banca dell'osso dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Entrando nel dettaglio della procedura, il professor Russo ha spiegato: «Scegliamo il segmento anatomico che per caratteristiche fisiche si adatta meglio alla corporatura del paziente e lo impiantiamo nel ginocchio al posto di quello danneggiato. Parliamo di trapianto completo perché il blocco trasferito comprende, in continuità, la tuberosità tibiale, il tendine rotuleo, la rotula e il tendine quadricipitale».

A pochi giorni dalla delicata operazione, la donna si è già alzata in piedi e ha iniziato il fondamentale percorso di riabilitazione. Questa fase è stata affidata al professor Francesco Pegreffi e ai suoi colleghi, che in stretta collaborazione con gli specializzandi di Fisiatria hanno elaborato un protocollo specifico, concepito per diventare un modello clinico replicabile e adattabile alle singole esigenze dei futuri pazienti. A celebrare il traguardo è intervenuto anche il direttore generale dell'Asp di Enna, Mario Zappia, che ha voluto ringraziare il personale medico: «Risultati come questo non nascono per caso, per questo voglio fare un plauso alla équipe di ortopedia e a tutti i professionisti sanitari della nostra azienda che ogni giorno, lontano dai riflettori, lavorano con competenza e passione: è grazie a loro che possiamo guardare con fiducia ai progetti futuri per la sanità ennese».