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Enna

Lo rabbia di 70 fruitori dei cantieri di servizio: chiedono chiarimenti su Irpef, Cud e posizione lavorativa

Contestano al Comune e alla Regione la richiesta di 100 euro a testa: "Noi lavoratori non versiamo contribuiti lavorativi e non abbiamo busta paga quindi tutto questo ci sembra un sopruso nei nostri confronti"

09 Marzo 2026, 20:17

Lo rabbia di 70 fruitori dei cantieri di servizio: chiedono chiarimenti su Irpef, Cud e posizione lavorativa

Uno dei cantieri di servizio a Enna

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Il versamento Irpef e la posizione lavorativa a livello giuridico agita 70 fruitori dei cantieri del Comune di Enna. «Noi fruitori, che per la Regione siamo riconosciuti come ex Reddito minimo di inserimento, vogliamo chiarimenti veritieri in merito alla nostra posizione lavorativa, perché riteniamo che continuano le ingiustizie nei nostri confronti» esordiscono i lavoratori che entrano nello specifico delle loro recriminazioni. «Sulla questione del Cud, non capiamo il valore e l'esistenza perché come hanno anche spiegato dall'Inps non essendo agganciati ad alcun ente, non ha senso che esista. Fu rilasciato la prima volta nel 2005 - ricordano - per avere una sorta di tracciabilità ma non ha alcun senso».
C'è poi un altro punto su cui si soffermano in particolare ed è la voce sull'Irpef. «Siamo stati convocati dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune per una nuova normativa secondo il quale noi dovremmo versare la quota Irpef per una cifra di 100 euro al mese, rispetto a questo - continuano i fruitori ennesi - vogliamo dei chiarimenti in quanto l'Irpef viene versato da chi ha un regolare contratto e non è il nostro caso perché, appunto, non abbiamo un contratto con il Comune essendo dei semplici fruitori di un sostegno economico, percepiamo un sussidio regionale in base al nostro nucleo familiare».

Hanno quindi proseguito ricordando «che noi lavoratori non versiamo contribuiti lavorativi e non abbiamo busta paga quindi tutto questo ci sembra un sopruso nei nostri confronti». A sostegno della loro tesi hanno inoltre aggiunto «a dimostrazione siamo di fronte ad una situazione paradossale è la disponibilità del badge, ci è stato dato tra il 2019 ed il 2020 senza, però, che potessimo averlo. Ci fu consegnato per sostituire la firma cartacea, ma non siamo dipendenti assunti dal Comune e quindi non dovremmo averlo e anche questo ci configura come se fossimo lavoratori a nero. Per tutte queste ragioni - concludono - ci attendiamo che vengano date risposte al più presto».