Redefuse: l'Etna come 'bomba di lava' da disinnescare
Etna come madre e «bomba di lava» disinnescata: la performance multimediale di Gertrude Moser-Wagner tra arte, suoni e scienza a Catania
Dettagli evento
Data di inizio 24.01.2026 - 18:30
Data di fine 21.03.2026 - 00:00
Località
Tipologia
Mostra Gertrude Moser - Wagner
Sabato 24 gennaio alle ore 18:30, On the Contemporary, spazio di verifica del contemporaneo diretto da Anna Guillot, con sede a Catania nel cortile del seicentesco Palazzo Manganelli, presenterà REDEFUSE, intervento personale dell’artista austriaca Gertrude Moser-Wagner.
Si tratta di un progetto composito di carattere multimediale, incentrato sulla città di Catania e in particolare sul vulcano Etna. Fulcro di REDEFUSE è l’idea che una ‘bomba di lava’ venga traslata in metafora politico-sociale. La posizione politica pacifista di Gertrude Moser-Wagner fa del progetto REDEFUSE un proclama antibellico.
L’azione performativa con la quale l’operazione di Moser-Wagner esordisce presso On the Contemporary apre a diversi step simultanei coordinati nello spazio – riguardanti documenti, video, ricerca sonora sul paesaggio con interferenze musicali, tra cui un brano del soundartist Josef Reiter riferito al respiro e ai rumori dell’Etna – per culminare in un’articolazione dal carattere documentaristico che vede direttamente coinvolto il vulcanologo Boris Behncke (INGV-Catania).
Nei suoi scritti Moser-Wagner dichiara: «Nel gioco di parole REDEFUSE, faccio riferimento al mio primo incontro con un vulcano, in altre parole, al concetto di ‘bomba di lava’. Fui scossa da questo termine nel 1991, al Museo di Storia naturale di Vienna, in occasione di una documentazione video; era poco prima dell'inizio della prima guerra del Golfo, quando gli Stati Uniti entrarono in guerra. Presi la bomba di lava dal suo supporto museale, la tenni tra le mani e feci filmare il gesto come ‘bomba di lava tenuta’. Come se avessi potuto fermare qualcosa che era già nell'aria, qualcosa che avrebbe continuato a volare: prelevando questa bomba dal suo supporto, disinnescandola, togliendole il pungiglione del linguaggio. Realizzai questo gesto come azione performativa omonima nel museo. In seguito, anche come azione / manifesto fotografico, video: sul Stromboli nel 1991, in un incontro arte-scienza direttamente sul vulcano al quale ero stata invitata in qualità curatoriale. L'intero lavoro si trova ormai nella collezione d'arte del NÖ Landesmuseum. (Tutto questo a Catania sarà documentato attraverso materiali disposti in una teca e il video Disinnescare Bombe di Lava, 1991). Il mio gesto artistico era performativo e programmatico: un rifiuto della carica bellica inscritta nel linguaggio scientifico. L’intento era togliere a queste pietre laviche, aerodinamicamente modellate e provenienti dall’interno del vulcano, il pungiglione semantico del termine «bomba» e restituirle a ciò che sono: sculture degne di questo nome, che per me, in quanto scultrice, lo sono a pieno titolo.»
Qui, a Catania, dopo un quarto di secolo, è stato come tornare all’inizio.
REDEFUSE, il mio nuovo lavoro per Catania e per il vulcano Etna, consiste essenzialmente in un'azione e in una riflessione. L'Etna è connotata anche al femminile dalla popolazione siciliana in quanto organismo fatto di molti crateri e fessure, proprio come un essere vivente con cui si convive: quasi una madre o una figura mitica che dà la vita (e la prende, ma questo aspetto viene messo da parte). In effetti, l’Etna genera pianeti, sfere. Mi ci sono confrontata nel maggio dell'anno scorso.
La domanda che ne è scaturita è stata: ‘come ci si avvicina dall’esterno?’, […]».
Il 21 marzo, in occasione del finissage, sarà presentata la pubblicazione bilingue Redefuse / Dare alla luce, con un testo dello storico dell’arte Peter Zawrel dedicato al progetto e all’opera di Gertrude Moser-Wagner.
Artista concettuale e scultrice nata in Stiria, Gertrude Moser-Wagner vive attualmente a Vienna. Per vari anni ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Arti Applicate di Vienna. Dal 2000 ha realizzato un numero crescente di lavori nell’area della comunicazione e project art, con opere, ricerche, trasposizioni e interventi poetici per spazi pubblici, gallerie, musei internazionali. Il suo lavoro ha un orientamento interdisciplinare e interfacciabile. I mezzi privilegiati sono il video, testi, radio, installazioni e interventi sul territorio. Negli ultimi anni, i progetti vertono spesso sul linguaggio, i luoghi e il suolo. Progetto in corso (2025-2028): FLUVIALE.
24 gennaio—21 marzo
su appuntamento
www.moser-wagner.com
www.taste.at